Per quasi cinque anni ha percepito un doppio stipendio: quello di deputata regionale e quello di sindaco. Un cumulo che per il tribunale di Palermo era vietato. È per questo motivo che il comune di Cefalù, in provincia di Palermo, chiede al suo ex sindaco Simona Vicari la restituzione di 208mila euro, e cioè quanto percepito dall’attuale sottosegretario allo Sviluppo Economico nei cinque anni da primo cittadino. Una cifra che somma lo stipendio di sindaco, percepita in quel lustro, agli interessi maturati negli ultimi dodici anni, più le spese legali.

Vicari, esponente del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e storica fedelissima di Renato Schifani, era stata eletta sindaco di Cefalù nel 1997, rimanendo in carica fino al 2007. Tra il 14 dicembre 1997 al 9 giugno 2002 aveva occupato anche un seggio all’Assemblea Regionale Siciliana, dove era stata eletta con Forza Italia, mantenendo entrambe le cariche e percependo il doppio stipendio. Poi aveva proseguito il cursus honorum al Senato con il Pdl, fino ad essere nominata sottosegretario nei governi guidati da Enrico Letta e Matteo Renzi, in quota Nuovo Centrodestra, dopo aver seguito Alfano e Schifani, in rotta con la casa madre di Arcore.

Nel frattempo però il giudice Giuseppe Rini ha ritenuto illegittimo quel doppio stipendio da sindaco e deputato regionale, come era stato già stabilito dal Consiglio di giustizia amministrativa. E nonostante la sentenza del giudice civile palermitano sia solo di primo grado, adesso il comune di Cefalù (oggi guidato dal sindaco del Pd Rosario Lapunzina) ha deciso, come previsto dalla legge, d’interpretarla come immediatamente esecutiva, deliberando quindi il “recupero forzoso delle somme”: la Vicari in pratica è obbligata a liquidare 208mila euro al comune che ha amministrato per dieci anni.

“Ribadisco la correttezza del mio operato e proporrò appello alla sentenza di primo grado” si è difesa il sottosegretario Vicari parlando all’Ansa. “La legge regionale che ha istituito il divieto di cumulo in Sicilia – ha spiegato – è la legge numero 22 del 2008, successiva, quindi, al mio mandato di sindaco conclusosi nel 2007”. Vicari aveva guadagnato notorietà nell’aprile del 2013, quando era ancora una fedelissima di Silvio Berlusconi, con un’appassionatissima difesa d’ufficio dell’ex presidente del Consiglio in diretta televisiva. “Berlusconi – aveva detto ai microfoni di Omnibus su La7 – è l’uomo più perseguitato dalla giustizia. E non il più perseguitato della politica, dell’Italia o dell’Europa, ma dell’umanità”.

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