Il governo Renzi ha giustamente inasprito le pene per i reati legati alla corruzione (che ‘costa’ allo Stato 60 miliardi l’anno). Non altrettanta determinazione dimostra purtroppo per l’evasione fiscale, che ne costa 150. Vediamo allora i termini della questione e i dati essenziali.

Le dimensioni della evasione fiscale in Italia:
– Entrate fiscali nel 2013 = 424 miliardi
– Evasione fiscale nel 2013 = 180 miliardi (pari a circa 350 miliardi di imponibile)
– 180 miliardi = più del 10% del Pil (1.600 miliardi)
– 180 miliardi = molto più di quanto l’Italia spende per tutto il Servizio Sanitario Nazionale (110/120 miliardi)
– 350 miliardi di imponibile non dichiarato = oltre la metà di quello che lo Stato paga per gli interessi sul debito pubblico (530 miliardi)

Italiani, maggiori evasori in Europa (in miliardi di euro, fonte Tax Research, Londra):
– Italia, 180
– Germania, 158
– Francia, 120
– Gran Bretagna, 74
– Spagna, 72

Detenuti per reati fiscali in Italia e nel mondo (fonte Institut de criminologie et de droit pena):
Italia,156; Germania,8.601; Stati Uniti, 12.000

Come si potrebbero impiegare 180 miliardi (due soli esempi):
– Se i 180 miliardi di evasione si aggiungessero alle attuali entrate del Fisco sarebbe possibile, a gettito totale invariato, ridurre di almeno il 30% le tasse a tutti i contribuenti.
– Con 180 miliardi si potrebbero dare circa 1.800 euro al mese a ciascuno degli otto milioni di poveri censiti dall’Istat: cioè, si potrebbe eliminare la povertà nel nostro Paese.

Chi evade:
– 10 o 11 milioni di contribuenti su un totale di 40. L’evasione è quasi inesistente per lavoratori dipendenti e pensionati (che sono oltre l’80% dei contribuenti) ma raggiunge livelli molto elevati per i redditi da attività professionali (30-40%) e da imprese individuali (50-60%). 2013 : denunciati 1.771 evasori totali per un reddito complessivo di 18 miliardi (4 volte l’Imu sulla prima casa).

Quanto si recupera:
Negli ultimi 12 anni, a fronte di accertamenti per un valore di 800 miliardi di euro, Equitalia ha incassato solo 70 miliardi (meno del 10%).
In 30 anni di condoni lo Stato ha incassato solo 104,5 miliardi, meno della evasione di un solo anno.

La posizione dei partiti e del governo
Nei programmi dei partiti non si parla di lotta alla evasione. La Lega ha sempre invitato alla ‘rivolta fiscale’. Per Berlusconi se le tasse sono troppo alte “è morale evaderle”. Vaghi anche i programmi del Pd in materia. Il governo Renzi, in un primo momento, aveva addirittura ipotizzato di depenalizzare una serie di reati tributari, portando la soglia della punibilità penale da 50mila a 150mila euro (10 anni di stipendio di un lavoratore medio).

Le pene che servono per i grandi evasori (da 50mila euro in su)
Certezza della pena: non meno di tre anni, da scontare in carcere: i domiciliari, infatti, non evitano nessuno dei tre rischi per i quali i giudici per lo più decidono la carcerazione preventiva: fuga all’estero, inquinamento delle prove, reiterazione del reato.
Come in molti Paesi, ‘gogna fiscale’. Il nome sui giornali con a fianco l’entità dell’evasione effettuata e quella della pena comminata: una forte remora ad evadere.
Cerchiamo di creare attorno agli evasori il giusto clima di riprovazione sociale. Spieghiamolo ai bambini nelle scuole. Non sono furbi, sono disonesti; sono dei Robin Hood alla rovescia, che rubano ai poveri per dare ai ricchi.

Un risultato possibile
Recuperare in due o tre anni un terzo della evasione ed impiegare 60 miliardi l’anno (due volte una buona legge finanziaria) per ridurre le tasse e per investimenti produttivi, nuovi posti di lavoro, istruzione, ricerca e welfare.