Luna Rossa sbatte la porta e abbandona l’America’s Cup. Un addio pesante nella sostanza e nei termini con cui si è consumato. Alla base il cambio in corsa delle regole di classe delle imbarcazioni – già adottate all’unanimità dai concorrenti e in vigore dallo scorso giugno – attorno alle quali i vari team stavano sviluppando il proprio progetto per strappare a Oracle di Russell Coutts il trofeo velico più antico del mondo nell’edizione in programma nel 2017. La scelta viene stroncata da Luna Rossa e dal suo patron Patrizio Bertelli che la definiscono “illegittima” e un “abuso di diritto”. La mossa era attesa dopo il cambio delle regole deciso ieri dall’organizzazione con il placet del Defender. Anche perché si tratta del primo boccone amaro che il team italiano ha dovuto ingoiare negli ultimi anni. E in questo caso sarebbe stato inutile anche un eventuale ricorso all’Arbitration Panel dell’America’s Cup, una sorta di tribunale interno: pur esistendo da tempo, infatti, è di fatto inesistente non avendo una vera e propria struttura. “Nello sport, come nella vita, non si può rincorrere sempre il compromesso del compromesso; talvolta si impongono decisioni dolorose ma nette, che sole possono far prendere coscienza delle derive di un sistema e porre così le basi per un futuro di legalità e rispetto dei valori sportivi”, ha scritto Bertelli in una nota per commentare il passo indietro di Luna Rossa, team fondato diciotto anni fa e presente in tutte le edizioni a partire dal 2000 che tante notti insonni, di gioie e di dolori, ha fatto trascorrere agli appassionati di vela.

Il cambio delle regole: “Costi più sostenibili”
La rivoluzione era stata comunicata ieri dall’America’s Cup Event Authority. Dal 2017 si gareggerà con un catamarano con foil e wingsail tra 45 e 50 piedi. L’obiettivo: ridurre i costi progettuali, gestionali e di costruzione. Come: introducendo componenti uguali per tutti i team, pur concedendo alcuni spazi alla progettazione che, secondo gli organizzatori, avranno comunque impatto sulle prestazioni. Ma pur cambiando le regole, al momento, non è stata scelta la misura delle imbarcazioni, indicata in una generica forchetta di 45-50 piedi. Quale il fine sul lungo periodo? Aprire a nuovi team la manifestazione, che nelle ultime edizioni ha visto scemare un po’ di interesse. “Collettivamente i team hanno concordato che i costi attuali non sono sostenibili e a maggioranza è stata presa la strada del cambiamento per arrivare a una riduzione dei costi. Così assicureremo il futuro alla Coppa”, ha spiegato il commissario Harvey Schiller.

Le motivazioni di Luna Rossa: “Procedura illegittima”
Totalmente diversa la chiave di lettura di Luna Rossa, secondo cui dalla prossima edizione le “basi tecniche” saranno “aleatorie” pur trattandosi della più “sofisticata competizione velica al mondo”. E valuta come “gravi” le implicazioni dell’iniziativa presa a maggioranza. Il team abbandonerà Cagliari, dove stava facendo base per gli allenamenti, subito dopo Pasqua. “Perderemo 450mila euro al mese a causa del loro ritiro – ha detto l’ex presidente dell’Autorità Portuale sarda Piergiorgio Massidda – tenendo conto di tutto ciò che aveva portato la loro base in città”. La decisione è infatti irrevocabile perché Luna Rossa ritiene “la procedura seguita illegittima, in quanto si fonda su un palese abuso di diritto che utilizza surrettiziamente le modalità per la modifica del Protocollo allo scopo di ribaltare la Regola di Classe, la quale richiede invece l’unanimità dei team iscritti – si legge nella nota che annuncia il ritiro – Si pretende così di introdurre imbarcazioni sostanzialmente monotipo, in totale contrasto con la più che centenaria tradizione della Coppa America, accordando inoltre un ulteriore periodo di due mesi per apportare modifiche regolamentari decise a maggioranza”.  Attaccando il Defender per la mancata costituzione della Corte Arbitrale e ‘scusandosi’ con gli appassionati, il team di Bertelli capovolge la prospettiva riguardo il risparmio che le nuove regole dovrebbero portare: “Questo radicale cambiamento comporta anche uno spreco di importanti risorse già investite sulla base del regolamento sancito nel giugno dello scorso anno – concludono i vertici di Luna Rossa – cosicché la addotta pretesa di contenere i costi si rivela un puro pretesto volto ad annullare il lavoro di ricerca e sviluppo di alcuni team, favorendo invece precostituite posizione tecnico sportive mediante il cambio del principale elemento della gara, la barca”.