“Il campionato è regolare” e “le considerazioni del signor Baranca sono fuorvianti e strumentali”. La Pro Patria, squadra protagonista di quattro match sospetti, non ha nulla da dire. Lulù Oliveira, storico attaccante del Cagliari che ad inizio stagione sedeva sulla panchina della Pro, contattato da ilfattoquotidiano.it dichiara di “non aver mai notato nulla di strano” e che “i giocatori si allenavano e davano tutto in campo”. Eppure c’è una partita, delle sei denunciate da Federbet, su cui anche la Lega Pro ha registrato delle anomalie, tanto da inoltrare la segnalazione alla Procura federale.

Continua a far discutere l’esposto presentato da Federbet alla procura di Busto Arsizio e svelato in esclusiva da ilfattoquotidiano.it. L’associazione degli scommettitori ha puntato il dito contro sei partite della terza divisione italiana (quattro della Pro Patria), accompagnate da flussi anomali di puntate e da quotazioni troppo basse per risultati improbabili, poi puntualmente verificatisi sul campo. Adesso arrivano le reazioni, tutte di smentita, da parte dei diretti interessati. Anche se il numero uno della Lega Pro (e vicepresidente della Figc), Mario Macalli, aggiunge un elemento interessante al caso: pur dicendosi certo che queste “chiacchiere si risolveranno in un nulla di fatto”, svela che ad inizio stagione ha ricevuto da SportRadar (la società leader nella lotta alle scommesse clandestine, che si occupa di controllare il torneo) una segnalazione di flussi anomali su un match. È uno degli stessi denunciati da Federbet? “Mi pare di sì, dovrebbe essere una partita della Pro Patria”, risponde lui. “In quella circostanza abbiamo trasmesso l’informativa alla procura e avvisato i club, abbiamo fatto il nostro dovere. Poi non so se ne è seguito qualcosa”.

La notizia non ha trovato riscontri da SportRadar. La società deve attenersi a vincoli di riservatezza su tutti i report compilati e non può fornire dati su partite specifiche, perché questo pregiudicherebbe le attività di controllo e le eventuali indagini della Procura. In merito ai quesiti posti da ilfattoquotidiano.it, l’ufficio legale della Lega spiega che SportRadar effettua un’analisi di tutti i 1.200 incontri “che non si esaurisce nella mera valutazione delle quote” e, qualora emergano anomalie (con allarmi che possono essere di differente gravità), vengono immediatamente attivate le “necessarie procedure di denuncia” con la Figc, i Monopoli e il Ministero degli Interni. Un “lavoro capillare e lontano dai riflettori per combattere quotidianamente il match-fixing e garantire la regolarità del torneo”.

“Noi siamo all’avanguardia nella lotta al calcioscommesse“, aggiunge Macalli. “Siamo stati i primi in Italia a dotarci di un sistema di controllo, abbiamo fatto un accordo con l’azienda che fa anche la Bundesliga e la Liga, il meglio sul mercato europeo”. “Tutte queste accuse – prosegue – mi sembrano solo chiacchiere. La verità è che da mesi la mia Lega e la mia persona sono vittima di stalking mediatico, sotto costante attacco perché forse così fa comodo a qualcuno. Di irregolare qui c’è solo che alcune aziende fanno scommesse sulle nostre partite sfruttando il nostro brand senza pagarci, ma tutto questo adesso finirà”. Parole che fanno riferimento all’intenzione della Lega (e forse anche della Figc) di chiedere i diritti d’immagine alle società che quotano i match italiani, come già anticipato nell’ultimo consiglio Coni che aveva tagliato i contributi al calcio. Intanto tutto va bene e il campionato è regolare. Ma quella segnalazione, di cui solo ora si viene a conoscenza, potrebbe in parte confermare i sospetti sollevati da Federbet. In attesa che si muova la procura.

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