Dopo quasi due anni dall’assegnazione del disegno di legge a firma Pietro Grasso in commissione Giustizia al Senato, il ddl Anticorruzione è stato licenziato dall’aula di palazzo Madama. Ora il provvedimento dovrà passare alla Camera per la seconda lettura. Tra le norme contenute nel provvedimento: pene più alte per il falso in bilancio (differenziate per società quotate e non) e più poteri di controllo per l’Authority anticorruzione. Durante il passaggio in commissione sono state aumentate anche le pene per alcuni reati di corruzione: in atti giudiziari, per induzione, peculato e corruzione propria. Ma non solo, perché con un emendamento del governo è stato aumentato – fino a un massimo di 26 – il carcere perché chi commette il reato di associazione mafiosa.

Per induzione pena da 6 anni a 10 anni e sei mesi
Cambia il reato di corruzione per induzione. La modifica prevede che la pena minima sia di 6 anni e la massima di 10 anni e 6 mesi. Il testo originario del Codice penale prevede invece una reclusione da tre a otto anni. Per il reato di corruzione in atti giudiziari aumenta la pena per la corruzione in atti giudiziari: dunque passa da 4 a 10 anni di reclusione a 6 e 12 anni. Inoltre, l’emendamento prevede che se dal fatto deriva l’ingiusta condanna di qualcuno alla reclusione non superiore a 5 anni, la pena prevista va da un minimo di 6 a un massimo di 14 anni di carcere (e non più da 5 a 12); se deriva l’ingiusta condanna superiore a 5 anni o all’ergastolo, la pena della reclusione sarà da 8 a 20 anni (e non più da 5 a 20).

Sì alle intercettazioni dopo emendamento M5s
Durante il passaggio in commissione Giustizia è stato approvato anche un emendamento M5s che aumenta la pena massima – da 5 a 6 anni – per il reato di cui all’articolo 318 del codice penale: corruzione per l’esercizio della funzione. Il reato riguarda il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa. La pena minima rimane l’arresto di un anno. Con l’aumento della pena massima a 6 anni sarà dunque possibile per il giudice autorizzare le intercettazioni del pubblico ufficiale interessato e viene, invece, esclusa la tenuità del fatto.

Più alte le pene per corruzione propria
Salgono a sei e dieci anni le pene (minima e massima) per i pubblici ufficiali che compiono il reato di corruzione propria. Dunque aumenta il carcere per il reato previsto dall’articolo 319 del codice penale: “Il pubblico ufficiale – si legge nella norma così come modificata – che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa” è punito con la reclusione da sei a dieci anni (invece che 4 e 8).

Aumenta la pena massima per il peculato e per associazione mafiosa
Aumenta anche la pena massima per il reato di peculato, che passa da 10 anni a 10 anni e sei mesi. Il provvedimento prevede anche pene più severe per chi commette il reato di associazione di tipo mafioso, aumentando la pena massima fino a 26 anni. La norma – introdotta durante il passaggio in commissione Giustizia – prevede per coloro che fanno parte di un’associazione mafiosa la reclusione da 10 a 15 anni, invece che 7 e 12. Per coloro, invece, che “promuovono, dirigono o organizzano l’associazione” la pena prevista è da 12 a 18 anni (invece che 9 e 14). Se l’associazione è armata si applica la pena della reclusione da 12 a 20 anni (e non più da 9 a 15 anni); per i boss delle associazioni mafiose armate da 15 a 26 anni (invece che da 12 a 20). Stretta per i reati di concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, in atti giudiziari, induzione indebita e peculato: il patteggiamento sarà condizionato alla restituzione “integrale” del prezzo o del profitto del reato

Arriva l’obbligo di corresponsione, da parte del condannato per i delitti di peculato, concussione, corruzione e induzione indebita, di una somma a titolo di “riparazione pecuniaria” pari all’ammontare dell’indebito pagamento ricevuto dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio, in favore dell’amministrazione di appartenenza di quest’ultimo. P

Per collaboratori di giustizia aumenta sconto pena
Per i collaboratori di giustizia, per i reati di corruzione, aumenta lo sconto della pena: questa infatti sarà diminuita da un terzo a due terzi. Il testo originario del ddl prevedeva una diminuzione da un terso a due terzi della pena. Chi commette reati di corruzione non potrà “contrarre” con la pubblica amministrazione per 5 anni (e non più per 3). In altre parole non potrà sottoscrivere contratti con le Pa come nel caso di appalto pubblico. E ancora: le condanne non inferiori a 2 anni comportano l’estinzione del rapporto di lavoro o di impiego con le Pa e società partecipate.

Incremento dei poteri dell’Anac
Incremento dei poteri di vigilanza dell’Autorità nazionale anticorruzione. L’Anac dunque potrà “esercita la vigilanza e il controllo sui contratti degli appalti” segretati “al fine di prevenire fenomeni corruttivi i dati dei medesimi contratti sono altresì trasmessi annualmente all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici”. L’articolo 7, inoltre, prevede che nelle controversi in tema di silenzio assenso per la certificazione di inizio attività, il giudice amministrativo informi l’Authority “ogni notizia” nel caso di condotte “contrastanti con le regole della trasparenza”. Inoltre, con un emendamento di Forza Italia – accolto durante la seduta – le stazioni appaltanti (enti pubblici o privati che decidono di appaltare un servizio) dovranno comunicare ad Anac (ogni sei mesi) le informazioni sull’appalto (oggetto del bando; elenco degli operatori invitati a presentare offerte; aggiudicatario; importo di aggiudicazione; tempi di completamento dell’opera, servizio o fornitura; e l’importo delle somme liquidate).

Pm informerà Anac su avvio indagini
Il pubblico ministero, quando esercita l’azione penale per i reati di concussione, corruzione (propria, nell’esercizio della funzione, in atti giudiziari e istitgazione), traffico di influenze illecite, turbata libertà dell’asta pubblica, informerà il presidente dell’Authority Anticorruzione. Scende la pena minima (da 3 a 2 anni), per corruzione, con cui scatterà l’estinzione del rapporto di lavoro. E Il reato di concussione viene esteso anche all’incaricato di pubblico servizio. Lo prevede l’articolo 2 del ddl. Nel nuovo testo dell’articolo 317 del codice penale si leggerà: “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da sei a dodici anni”.