L’annunciata visita del Presidente Obama in Giamaica il 9 aprile, che incontrerà i leader della CARICOM (Caribbean Community), oltre a discutere sulla fine dell’embargo a Cuba, fa seguito a quella dell’Ambasciatore Claudio Bisogniero, nato a Roma, vice-segretario generale della NATO. La sua presenza, quale ospite della Campari, che nel 2012 ha acquisito i più grossi produttori di rhum locali (Appleton e Wray & Nephew Campari Acquires Control#56E91B ) conferma l’interesse che Usa e Ue hanno nei confronti della piccola isola caraibica, dal punto di vista strategico, commerciale, sfruttamento delle risorse (bauxite) e turismo, con yankee, spagnoli e cinesi a farla da padroni.
I continui eccidi, che hanno coinvolto anche la mecca dei bagordi Negril, e il traffico di droga, preoccupa non poco i business-men. Non è quindi un caso, che la sicurezza, oltre ai solti affari, sia oggetto dell’incontro di Obama con il Primo Ministro Portia Simpson, e gli altri politici dei Caraibi.

Giamaica tra due fuochi

L’ex capo della polizia Owen Ellington, ritiratosi a vita privata l’anno scorso, dopo che l’onda dello scandalo sugli omicidi extra-giudiziari delle forze dell’ordine lo aveva travolto dichiarò tempo fa che sull’isola erano in corso almeno 42 guerre di gang, le quali uccidono una media di duemila persone all’anno, su una popolazione di circa tre milioni. Ciò che omise volutamente di ricordare, è che la piaga della criminalità organizzata quaggiù, fu provocata e protetta fin dai tempi dell’indipendenza nel 1962, dai due partiti in perenne conflitto, Pnp (People National Party) e Jlp (Jamaican Labour Party).

Costoro assoldarono e foraggiarono, coprendo i loro traffici di armi e droga, i vari area Don, caporioni delle bande, a scopo di protezione e sabotaggio ai danni del partito rivale. Feudi come Tivoli Gardens,Trench Town, Denham Town a Kingston, e l’intera città limitrofa di Spanish Town, possono essere considerati l’equivalente caraibico della nostra Scampia, dove camorra e mafie varie comandano, imponendo tangenti e leggi, coperte dall’omertà della gente, che vede nei loro capi l’unica fonte di sostentamento, a fronte della totale indifferenza dello Stato, e delle feroci rappresaglie che le cosiddette forze dell’ordine scatenano all’interno dei ghetti, uccidendo spesso e volentieri anche civili innocui, donne e ragazzini/e. Questo fenomeno è tristemente noto in Giamaica come garrison; si può tradurre come presidio, avamposto, ovviamente delle rispettive fazioni.

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‘Ghetti in Giamaica’. Foto di Flavio Bacchetta

Tivoli e Denham sono quelli storici di Jlp, Trench Town del Pnp, mentre Spanish Town è saldamente in mano alla spietata posse One Order, supportata da Jlp, alla quale si oppone sanguinosamente Klansman, garrison del Pnp. Il potere di One Order, si espresse in pieno nel 2006, quando, dopo l’uccisione del boss Bun Man Hope, i suoi accoliti raccolsero la gente, e rasero al suolo il tribunale. Nei ghetti circola un tormentone, che ha affinità con la tipica omertà siciliana: “Hear? Me deaf ! See? Me blind! Talk? Me dumb!” cioè: “Sentire? Sono sordo! Vedere? Sono cieco! Parlare? Muto sono!”

Tivoli Gardens rimarrà nella storia giamaicana la prova più vergognosa della collusione dei politici con i criminali, e della repressione cieca a tabula rasa della polizia. Lo stesso Obama aveva innescato la miccia, richiedendo con forza al governo giamaicano, ai primi del 2010, la cattura del pluriomicida Dudus Coke, Don di Shower Posse, la banda che domina da sempre Tivoli. Però Coke era il guardaspalle di Golding, Primo Ministro e leader Jlp di allora. Il quale fece finta di niente, fino alla minaccia Usa di tagliare i fondi del Fmi, da cui l’isola dipende da sempre. Quando le truppe speciali provarono a irrompere nel ghetto per stanare il boss, furono accolte da una resistenza accanita, che lasciò sul terreno una mezza dozzina di militari. La rivolta si estese presto su tutta la parte povera di Kingston, fino a Spanish Town, dove One Order colse l’occasione per sterminare gli oppositori, in una notte da ‘Lunghi Coltelli’.

La rappresaglia della polizia fu spietata; le cifre ufficiali parlarono di 80 vittime, ma le autorità nascosero il numero reale degli uccisi, tra cui alcune donne; la morgue fu intasata, e molti cadaveri rimasero insepolti nei cimiteri di campagna, mentre gli elicotteri dell’esercito bombardarono le catapecchie con granate incendiarie. Una carneficina. Golding dovette dimettersi, e Dudus fu catturato solo in seguito.

Cause ed effetti

I ghetti di Kingston e Spanish Town non sono frequentati da turisti, ma da invisibili agli occhi della società ‘civile’, per cui nessuno gli dà troppo peso. Fin quando le falle della security si spostano a minacciare il tesoretto delle spiagge di talco e il mare turchese di Montego Bay e Negril.

A MoBay, ha ripreso forza la posse di Bone Crusher (frantuma-ossa) che controlla larghi settori della città, 4 morti alcuni giorni fa, tra cui un bimbo di otto anni. E a Negril, la settimana orrida che ha falciato le vite di una ragazzina di 17 anni e una donna, fatte fuori solo ‘per dare un esempio’, ha messo in evidenza le gesta di killer mascherati che agiscono in coppia su moto, e non si fermano ai locali; infatti anche un giovane canadese è stato ferito da costoro quasi mortalmente, sempre per vendetta. La polizia, accusata d’inerzia e corruzione dai più, non sembra in grado di controllare la nuova moda, e il cash-flow del turismo è in gioco.

I problemi basilari della Giamaica, rimangono lo squilibrio sociale, la disoccupazione, e il carovita; ciò consente solo a una minoranza di privilegiati, l’accesso ad alimentazione e istruzione decenti. La criminalità è un effetto, non la causa di queste tare. E se il quadro rimarrà immutato, la manovalanza dei Don continuerà a crescere senza freni.