Non va alla marcia a Tunisi “Le monde est Bardo” la giovane italiana Lorenza Lory Strano che pure in Facebook sollecitava le autorità italiane a venire a partecipare. Forse la pensa come l’opposizione di sinistra, il Fronte Popolare, che ha deciso di non esserci perché infastidito da un clima “di falsa riconciliazione e rimozione” come mi spiega Basma Kalfaoui “che nasconde le responsabilità politiche che han dato spazio ai jihadisti arnati”? No, non è questo il motivo della studentessa siciliana che sta completando il suo semestre tunisino, che ha partecipato al Social Forum e che sperava fino all’ultimo di partecipare alla marcia. Ma…. ‘appuntamento è stato all’ultimo momento spostato al mattino, proprio in coincidenza con un evento accuratamente preparato da Lorenza. Ha provato a spostare l’orario ma non è stato possibile.

Domenica 29 marzo al mattino Lory con l’ausilio di alcuni amici volontari e di alcuni dipendenti del Parco Belvedere  – il  giardino urbano di Tunisi – pianta centinaia di piantine di fiori. Le ho chiesto di spiegare con un testo il senso dell’iniziativa. Ecco  cosa ci ha scritto:

Perchè lo fai? Questa è una domanda che se ti metti in testa di piantare 500 fiori in un parco pubblico nessuno smetterà di farti. Il perchè in questo caso non è uno solo. Il parco in questione è Belvedere di Tunisi, il polmone della capitale della Tunisia. Un polmone un po’ ammaccato che nei pomeriggi soleggiati viene assalito e completamente ricoperto da un tappeto di rifiuti. Zucchero filato e  leccornie varie, sono soprattutto residui di cibo quelli che si trovano sul verde dell’erba. Ed è li che tantissimi bambini giocano, si sdraiano, a stretto contatto con incarti di merendine e bottiglie di plastica. Lo scenario è così d’abitudine che sembra normale. Ritornando ai 500 fiori, non suona poi così urgente trovare il perchè. Quello che conta sarà il risultato, l’obiettivo. Ripulire parti del parco tutti insieme, condividere la riappropriazione di uno spazio verde pubblico, rallegrare con i colori dei fiori. Se poi lo si fa insieme agli operatori ecologici del parco, ha un sapore diverso. Questa domenica a Tunisi, giovani mossi dalla voglia di partecipazione, di inclusione e di decisione avranno in mente una Tunisia più verde quando si disperderanno tra gli alberi del parco alla ricerca di rifiuti. La sensazione di benessere per aver fatto qualcosa per il bene comune sarà incontenibile quando i fiori abbelliranno la vista del lago artificiale. Quei fiori saranno la resistenza di una società civile che costruisce insieme, che dà se stessa senza altro fine all’infuori di sé. Va detto che tutto l’occorrente è stato donato da persone che hanno sposato la causa: una giornata da dedicare all’ambiente. Nessun grande nome come sponsor ufficiale ed un budget pari a zero. La strategia per la riuscita dell’evento è stata puntare direttamente al materiale necessario e richiederlo a chi del settore. Un architetto paesaggista ha donato i primi fiori poiché innamorata di tematiche ambientali, l’amministrazione comunale si è dimostrata disponibile ed ha supportato in tutto i volontari che non appartengono a nessuna specifica organizzazione o associazione. Raggruppati tramite il passaparola, sono la manifestazione che la causa e la passione sono il motore trainante più irrestibile che ci sia. Dall’iniziativa di un’italiana, la voglia di fare si è trasmessa contagiosamente a giovani residenti di Tunisi. Nel corso dei preparativi però un evento ha scosso la città e tutta la Tunisia, l’attacco terroristico al Museo del Bardo. Il pensiero andrà alle 23 vittime a cui quei fiori saranno dedicati mentre per le vie  prossime al Bardo, i leader sfileranno per commemorare chi ha perso la vita il 18 marzo. I perchè sembrano più che mai non avere basi solide e stabili, sono mutevoli e molteplici. La passione e la voglia di fare innate e a volte irrazionali sembrano sempre trovare più di un motivo d’essere. 

I miei  complimenti a Lory,  cento  di  queste ragazze tra la Sicilia e la Tunisia farebbero cambiare  tante cose.