Più “meravigliosa” della carriera di Heinz Flohe, centrocampista della Germania campione del mondo nel ’74. O dell’utopia del Corinthians di Sócrates. Dopo aver conquistato la Puglia e l’Italia, la “stagione fallimentare” del Bari varca i confini delle Alpi e convince anche l’Europa: la pellicola firmata da Mario Bucci e prodotta dall’etichetta Dinamo Film si è aggiudicata la 12ª edizione del “11mm Football Film Festival” di Berlino, una delle più prestigiose rassegne sul cinema sportivo del panorama internazionale. Lasciandosi alle spalle due documentari realizzati su l’indimenticato campione tedesco (recentemente scomparso nel 2013) e sulla storia del calciatore filosofo brasiliano.

L’11mm Football Film Festival, diretto da Birger Schmidt, nasce nel 2004 e nel corso degli anni ha accolto le migliori pellicole sul pallone, guardando con attenzione alle principali manifestazioni calcistiche internazionali, dai Mondiali agli Europei. Nel 2015, però, a Berlino, terra di grandi film e grandi registi, ha trionfato la Meravigliosa stagione fallimentare del Bari, club ad un passo del fallimento, capace di sfiorare la promozione in Serie A e far reinnamorare un’intera città della sua squadra. Proprio in seguito al grande entusiasmo dei tifosi, in un gruppo di amici con la passione del cinema era nata l’idea di portare sullo schermo la favola di quella stagione. E che il risultato potesse piacere non soltanto agli ultras biancorossi lo si era capito già nelle scorse settimane: a soli dieci giorni dall’uscita nelle sale, il film si era già piazzato al 19esimo posto dei film più visti.

Dopo proiezioni a Roma, Milano e Bologna, adesso il successo prosegue all’estero, con l’importante riconoscimento in Germania. Merito dell’incredibile storia della squadra biancorossa. Ma anche del valore artistico della pellicola e del lavoro di chi l’ha realizzata. Nei novanta minuti di girato (proprio come una partita di pallone) non c’è solo sport, ma anche l’anima di una terra che è mare, sole e pallone. “Quello che Bari ha vissuto l’anno scorso è una storia d’amore universale che ha appassionato donne, bambini e persone molto lontane dal mondo del calcio”, spiega Ivan D’Ambrosio, produttore del film. “Il premio del festival riconosce la del nostro lavoro e di tutto il cinema pugliese. E ci riempie di orgoglio”.

Quelle vittorie che sul campo sono sfumate solo all’ultimo secondo della semifinale playoff di Serie B, stanno arrivando al cinema. E la soddisfazione è doppia se si legge la classifica finale della rassegna berlinese: al secondo posto si è piazzata una pellicola di casa, Der mit dem Ball tanzt, storia della vita di Heinz Flohe, “L’uomo che danzava con la palla”, colpito da ictus nel 2010 e morto nel 2013 senza essersi mai ripreso dalla malattia. Mentre al terzo posto è arrivato Democracia em preto e blanco (“Democrazia in bianco e nero”), film sulla storia del Corinthians degli Anni Ottanta, che decise di autogestirsi ed instaurare la democrazia nel calcio, mentre nel Paese regnava la dittatura. Il Bari meglio di Sócrates: un altro miracolo di quella “meravigliosa stagione fallimentare”.

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