Da dirigente berlusconiano a megafono del Pd, in due giorni. Nella stagione delle larghe intese, quella di Giampaolo Latella è una vicenda esemplare: è stato dirigente di Forza Italia per circa un anno e subito dopo portavoce del Partito democratico. Siamo in Calabria, dove il 36enne di Reggio, a gennaio scorso dopo la vittoria del Pd in Regione, viene incaricato, dal neo presidente del consiglio Antonio Scalzo, di diffondere la sua attività politica. È lo stesso Latella che, da marzo 2014, è anche capo della comunicazione di Forza Italia Calabria.

È un ragazzo fortunato il neo comunicatore dei democrat calabresi: se da una parte diffonde il verbo di Scalzo, dall’altra risulta tutt’ora dirigente del partito di opposizione guidato dalla berlusconiana Jole Santelli. Infatti, stando all’organigramma azzurro regionale, compare ancora membro dell’ufficio di presidenza. “Ho sciolto ogni contratto con Fi due giorni prima di firmare quello con il Pd”, precisa Latella. E sul ruolo di dirigente del partito calabrese dice: “Sono stato inserito formalmente nell’organigramma politico ma ho solo elaborato comunicati stampa”.

Ma questa è soltanto l’ultima di una serie di anomalie, trasversalità e casualità che riguardano la brillante carriera del giovane Latella. Lui, il ruolo di portavoce lo ha già ricoperto. La prima volta è nel 2005, in Calabria vince il centrosinistra di Agazio Loiero e il nuovo presidente del consiglio, Giuseppe Bova, cugino della madre di Giampaolo, lo sceglie appena trentenne, per il delicato ruolo di portavoce. Delicato e ben remunerato: 600mila euro per tutta la legislatura.  Nel 2010, la vittoria del centrodestra di Giuseppe Scopelliti, impone a Latella una temporanea battuta d’arresto dall’incarico pubblico di portavoce. Un periodo di tempo durante il quale fonda la sua società, la Labecom, un’agenzia giornalistica locale, di cui è direttore responsabile. Nel 2014, la Santelli lo chiama, per dirla con le parole di Latella, come “spin doctor” della costola calabrese di Forza Italia. “Un grande riconoscimento e una grande responsabilità”, commentava il giovane reggino fresco di nomina. Ringraziava anche il suo epigone, Silvio Berlusconi da lui riconosciuto come grande comunicatore: “Silvio Berlusconi ha rivoluzionato la comunicazione politica in Italia – affermava il neo forzista Latella – e con essa le dinamiche di questa professione e del Paese”.

Ma, soltanto dieci mesi dopo aver cantato le lodi dell’ex cavaliere, lascia Forza Italia per tornare in casa Pd, di nuovo come portavoce, alle dirette dipendenze di Scalzo e con una retribuzione sempre di 117mila euro l’anno.

Ma chi è questo giovane professionista che, a soli 36 anni ha già maturato un curriculum così notevole? La passione giornalistica Latella ce l’ha nel sangue: è figlio d’arte. Suo padre Antonio è stato per anni ufficio stampa del Comune di Reggio Calabria, poi portavoce del Presidente della provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, quota Forza Italia. I Latella contano negli enti pubblici un altro membro stretto della famiglia: Angela, figlia di Antonio quindi, sorella di Giampaolo. Durante il governo Loiero, entra in Regione con il cosiddetto concorsone che assume a tempo indeterminato un centinaio di nuovi dipendenti. Anche Angela è giornalista e occupa una casella nell’ufficio stampa del consiglio. Al pari di suo fratello, risulta nella gerenza di Labecom, l’agenzia di comunicazione e marketing creata dal fratello Giampaolo nel 2011 che vanta clienti importanti tra i quali, per citarne qualcuno, compaiono Confindustria, Ance e Coni. Giampaolo, a tre mesi dal prestigioso incarico di portavoce di Scalzo è ancora direttore responsabile di Labecom. “A breve rassegnerò le dimissioni. Il tempo di chiudere il bilancio della società”, assicura. C’è un conflitto tra i due ruoli che deve sanare.  Infatti, secondo quanto dispone la legge 150 del 2000 che disciplina le attività d’informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni, i due incarichi sono incompatibili: chi svolge l’attività di portavoce – si legge nell’articolo 7 – “non può, per tutta la durata del relativo incarico, esercitare attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche”. Latella sostiene che il core business della Labecom è il “marketing e la comunicazione per le aziende”, ma la sua creatura è a tutti gli effetti una testata giornalistica registrata.