di Carblogger.it

Uber, la app californiana che nel mondo fa concorrenza ai tassisti pubblici con il suo servizio di trasporto a richiesta e pagamento via smartphone, continua a crescere. E a dividere. Adesso ha cambiato il direttore finanziario, per prepararsi a entrare in borsa, secondo la lettura di Quartz. Ma la sua forza va misurata anche nella capacità di lobby, intesa in senso americano: pressioni a favore del suo business attraverso un lavoro di relazioni con la politica al più alto livello possibile.

L’altro giorno, Uber ha fatto sapere di voler sperimentare insieme ai cinesi di Byd un servizio di taxi elettrico a Chicago. Non a casa sua in California, ma nella grande capitale del nord che è anche la città del presidente degli Stati Uniti, cui è bene mandare un bel messaggio. Uno più uno, a consegnarlo è il capo della lobby della comunicazione di Uber David Plouffe, ex stratega delle due vincenti campagne elettorali di Obama.

Plouffe è stato assunto nell’agosto dell’anno scorso per far fronte alle battaglie legislative nelle quali Uber è coinvolta e per tenere alta la reputazione della app dopo una serie di scandali di ogni tipo, dal sessismo di alcuni dirigenti alle denunce di violenze su clienti donne da parte di alcuni autisti, alle accuse di scorrettezza da parte dei tassisti di mezzo mondo. Quest’ultimi fanno una guerra a Uber spesso scomposta per difendere il loro lavoro, che non condivido. Mentre condivido alcune critiche sul sistema di lavoro in voga nella app. A New York pare ci siano più auto Uber che taxi gialli.

Da Chicago a Roma, tornando alla lobby, mi risulta che Uber possa contare su più di un renziano doc all’interno del ministero dello Sviluppo. Da noi, i tassisti hanno giocato di sponda contro Uber con il ministro dei Trasporti e Infrastutture Maurizio Lupi, che ora però è uscito di scena dopo gli ultimi scandali degli appalti. Il governo Renzi è permeabile (giustamente) alla sharing economy, tant’è che Benedetta Arese Lucini, direttrice di Uber nel nostro paese (minacciata e offesa in quanto donna a più riprese per il suo lavoro, una vergogna) mi diceva un anno fa che da Renzi si aspettava molto. Senza più Lupi, potrebbe essere più facile.

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