casseroLa satira del Charlie Hebdo andava bene. Quella della gente che il giorno di venerdì 13 marzo popolava lo spazio del Cassero a Bologna invece no. Bella, brutta, qualcuno dice che è di pessimo gusto, pecoreccia, altr* dicono che è perfettamente identica allo stile di tanta satira che nel mondo si pratica nei confronti delle religioni. Sono sberleffi al potere, a una cultura che opprime e reprime gay, lesbiche, trans, tutti giudicati malati, da guarire e da riportare al rispetto della norma eterodiretta.

Tutti quelli che ieri urlavano #JeSuisCharlie oggi vogliono affossare il Cassero. Niente rinnovo della convenzione, dicono. E’ blasfemia e di blasfemia qui si ammette solo quella contro Maometto, giusto?

Grande indignazione bipartisan, da destra a sinistra. Trovi d’accordo Fi, Ncd, Pd, incavolati anche per la presenza di un punto “sbattezzo” a cura di Uaar, come se il battesimo fosse una traccia indelebile che giammai ciascuno può togliere dalla propria pelle. E tutto ciò accade mentre viene reso noto che a Bologna una insegnante laica è stata pesantemente insultata.

Su Venerdì Credici il Cassero risponde con un comunicato, a mio avviso, fin troppo pacato, a fronte delle tantissime offese ricevute. Così sappiamo che la pagina facebook del Cassero è stata oggetto di commenti, insulti, minacce di una violenza inaudita: “Fascia rosa al braccio e deportazione”, “Appena arrivano i vostri fratelli dell’ Isis vi buttano dai balconi, comunisti froci di merda“, “questi li impalerei ma sul serio e non per finta” e così via.

I gay sono pericolosi per il mondo intero, così pensano quelli che parlano di ideologia gender, complotto gay e via di questo passo. Sono talmente pericolosi che meriterebbero tanto accanimento e tante offese per la satira religiosa. Così si capisce che tutti quelli che dicevano che andava bene mostrare Maometto nudo, sodomizzato, in pose hard, ora non possono proprio tollerare che si faccia satira sull’iconografia cattolica. Eppure mi era sembrato di capire che i cristiani fossero mostri di tolleranza, diversi, umani e sicuramente non così ostili. E che dire delle persone anonime che riversano la propria rabbia e frustrazione contro il Cassero? Quelle minacce non sono al pari dei toni usati da chi, in qualche modo, ha istigato l’attentato terroristico di Parigi?

Tra l’altro il punto è che chi accettava di buon grado la satira dei vignettisti francesi sapeva che quella satira aveva sapore di imperialismo, era neocolonialista, era la satira dell’oppressore che sfotte l’oppresso, perché la sproporzione tra religione cattolica e musulmana in Francia è enorme, essendo quest’ultima minoritaria. La satira rivolta alla religione cattolica invece è esattamente come la satira che si potrebbe rivolgere ai membri del governo. Si parla di una cultura che in un modo o nell’altro viene imposta a chiunque.

Chi parla di diritto alla libertà di espressione quando dà del malato, depravato, ai gay, ora com’è che non riconosce lo stesso diritto di espressione a chi fa satira religiosa? Due pesi e due misure vi sembrano corretti? O non rivelano una radice autoritaria che in fondo rivendica diritto alla libertà di opinione e diritto di censura per fare prevalere sempre e solo un unico, intoccabile, punto di vista?

Sapete che vi dico? Che #JeSuisCassero, perché la libertà di espressione e la libertà di satira dovrebbero essere rispettati in questa terra. Perché non sono accettabili due pesi e due misure e toni tanto astiosi da chi dice di riversare l’amore sul prossimo. Altrimenti non meritiamo di definirci civili.