Quando leggerete questo articolo saranno trascorsi 732 giorni più qualche ora dalla presentazione in Parlamento del ddl Grasso anti-corruzione che, dunque, da oltre due anni giace tra finte trattative, continui rimpalli, prese in giro e perdite di tempo. Chi tiene il conto è Sky Tg 24 attraverso un counter aggiornato al secondo, puntuale e inesorabile orologio della vergogna.

Ieri la magistratura fiorentina con gli arresti al vertice dei Lavori Pubblici ha scoperchiato l’ultimo scandalo delle tangenti sugli appalti Tav ed Expo dimostrando ancora una volta come la corruzione sia la vera emergenza nazionale per l’enorme danno economico e di immagine prodotto là dove vige la legge della giungla. In un Paese normale, il counter di Sky verrebbe trasmesso a reti unificate ma, a parte il comprensibile riserbo della berlusconiana Mediaset, non risulta che i tg Rai abbiano dedicato al tema la stessa costante attenzione, a parte l’alluvione di spot che magnificano l’Expo milanese, prodotti da una struttura dedicata e ben pagata.

È il paradosso del servizio pubblico troppo spesso garantito dal servizio privato. A cominciare dalle dirette dei grandi eventi politici e di cronaca che senza l’informazione di Sky e de La 7 non avrebbero di fatto copertura. E qui non sono in discussione le qualità professionali dei tanti tecnici e giornalisti Rai mortificate dagli interessi dei padrinati partitici. Mentre l’orologio cammina, il presidente del Senato Grasso fa sapere che questa per la sua legge sarà la ‘settimana decisiva’. Certo, come no.

Da ‘Stoccata e Fuga’, il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2015