Un attacco contro due chiese a Lahore, nell’est del Pakistan, mentre si stava svolgendo la messa domenicale: 15 morti e 78 feriti. Il gruppo talebano pachistano Jamaat-ul-Ahrar ha rivendicato la responsabilità delle esplosioni. I due kamikaze si sono fatto esplodere all’ingresso dei luoghi di culto, affollati da centinaia di persone. Il duplice attentato è stato poi rivendicato da un gruppo dissidente dei talebani pachistani, Jamaat ul Ahrar. “Siamo stati noi”, ha detto il portavoce del gruppo, Ehsanullah Ehsan, citato dalla Bbc in lingua urdu.

Dopo gli attacchi un gruppo di persone ha picchiato a morte due persone sospettate di essere coinvolte nelle esplosioni e le ha poi bruciate vive. La folla ha anche sequestrato in un negozio per circa due ore quattro poliziotti feriti che secondo i dimostranti non avevano vigilato sulla chiesa. Due delle vittime dell’esplosione sono agenti. Contestato anche il il ministro federale che rappresenta la minoranza cristiana al suo arrivo in ospedale per visitare i feriti.

Entrambe le chiese si trovano a Youhanabad, quartiere dove vive la più numerosa comunità cristiana del Pakistan, paese a larghissima maggioranza musulmana. Entrambi gli attentati sono stati compiuti intorno alle 11:30 locali (le 8 in Italia) e hanno provocato il panico fra i fedeli, che sono usciti urlando dalle chiese. Secondo la polizia sembra che le esplosioni abbiano preso di mira due luoghi di culto, uno cattolico e uno protestante, che si trovano molto vicini. “Ero seduto in un negozio vicino alla chiesa, quando un’esplosione ha scosso la zona. Mi sono precipitato sul posto e ho visto una guardia di sicurezza lottare con un uomo che stava cercando di entrare nella chiesa. Dopo che non è riuscito nel suo intento, si è lasciato esplodere”, ha raccontato il testimone Amir Masih.

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