L’abolizione del “mercato tutelato” per famiglie e piccole imprese slitta al 2018. Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha varato la legge sulla concorrenza fissando il nuovo termine. Le prime bozze prevedevano l’abbandono delle bollette protette nel 2015 per il gas e nel 2016 per la luce. Ma evidentemente la levata di scudi delle associazioni dei consumatori e le perplessità dell’Autorità per l’energia (Aeegsi) hanno costretto il governo a tirare il freno.

Via quindi le tariffe di riferimento fissate ogni tre mesi dall’Aeegsi che tutelano le famiglie da impennate di prezzi ed eventuali comportamenti collusivi fra gli operatori. E via l’azione calmierante dell’Acquirente unico, che consente anche ai clienti tutelati la partecipazione al mercato all’ingrosso a prezzi concorrenziali. L’Antitrust e l’Aeegsi dovranno comunque vigilare e controllare su eventuali pratiche scorrette. “Abbiamo pensato di definire lo stop al mercato di maggior tutela – ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi – ma di dare almeno tre anni di tempo per arrivare a una modifica di grande portata”. Alla fine, secondo il ministro, “il prezzo sul mercato libero sarà più vantaggioso per il consumatore finale”.

Ma cosa significa nel concreto? Le bollette saranno meno salate, come promette il governo? Partiamo da un presupposto: già oggi il mercato di luce e gas è insidioso. I prezzi sono tra i più alti d’Europa, le bollette sono nebulose e non è chiaro cosa si stia pagando, c’è poca trasparenza nelle offerte, poca concorrenza e sono frequenti le pratiche commerciali scorrette. Il risultato è che, stando ai dati dell’Aeegsi, le tariffe del mercato libero sono più care del 15-20%. “Dal 2012 – dice l’Autorità – i vantaggi delle privatizzazioni sono andati alle aziende che acquistano grandi partite di elettricità/gas (‘energy-intensive’), che possono contrattare prezzi più vantaggiosi. Non è, invece, così per le famiglie e per le pmi, che hanno più convenienza rimanendo sotto la tutela”.

“Il principale effetto di questa misura sarà quello di aggiustare i conti delle aziende a spese di utenti domestici e piccolissime imprese”

In queste condizioni, secondo ben 16 associazioni dei consumatori, l’abbandono obbligato della maggior tutela farà precipitare lo stato delle cose. La concorrenza diminuirà ancora di più, portando le bollette più su del 20%, circa 42 euro, per l’elettricità, e di 68 per il gas. “Il principale effetto di questa misura sarà quello di aggiustare i conti delle aziende energetiche a spese dei consumatori domestici e delle piccolissime imprese”, dicono in una nota congiunte Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu Bolzano, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori.

Perché questo scenario? Innanzitutto, i consumatori dovranno lasciare la mano dell’Autorità e quella dell’Acquirente Unico e districarsi tra una miriade di offerte per sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura sul mercato libero. I più liberisti sostengono che proprio questa sia l’arma giusta per le famiglie per risparmiare, dimenticandosi però di aggiungere che ciò vale in un mercato maturo che funziona bene. Non in uno costellato da pubblicità ingannevoli e risparmi fittizi. “Dei 500mila reclami scritti fatti alle aziende energetiche durante il 2013 il 60% riguardava problemi di fatturazione e il 18% pratiche commerciali scorrette”, dicono i consumatori. Ovviamente i più esposti al rischio sono gli utenti poco mobili e meno capaci di valutare tutte le clausole di un contratto. Che sarebbero i più. “I clienti sono ancora poco consapevoli delle opportunità di mercato”, sostiene l’Aeegsi. Per non rischiare, la maggior parte delle famiglie rimarrà quindi con il suo fornitore di sempre, quello collegato alla società di distribuzione. Consolidando così una situazione di oligopolio. Del resto, secondo i dati dell’Acquirente Unico, questo è già avvenuto nel 2014 per il 62% delle famiglie passato al libero mercato.

 Il 60% dei 500mila reclami scritti presentati dai consumatori nel 2013 riguardava problemi di fatturazione, il 18% pratiche commerciali scorrette

C’è poi il nodo della “doppia fatturazione”. Il rischio è che il cliente riceva per lo stesso periodo di consumo una bolletta dal vecchio venditore e una da quello nuovo. Problema risolvibile solo dopo una serie di passaggi farraginosi e lunghi. In questo scenario, a ben poco servirà la vigilanza delle due authority. “Gli eventuali interventi sanzionatori delle Autorità arriveranno, se arriveranno, quando i buoi saranno già scappati dalla stalla. E i consumatori i danni li avranno già subiti”, sostengono le 16 associazioni. Piuttosto, secondo l’Aduc, servirebbero multe più salate per i gestori che infrangono le normative e una semplificazione dei meccanismi di rivalsa degli utenti con la sospensione delle pretese economiche dei gestori fino alla soluzione della controversia. Oggi, invece, si è costretti comunque a pagare altrimenti il servizio viene tagliato. Inoltre prima di ogni cosa bisognerebbe risolvere il conflitto di interessi tra società che allo stesso tempo producono, distribuiscono e vendono energia.

Come ci si può difendere in questo caos? Fondamentale è non muoversi al buio, senza fare un accurato confronto di tutte le offerte presenti sul mercato. “In momenti delicati come questi è essenziale giocare d’anticipo – afferma Andrea Manfredi, amministratore delegato del sito di comparazione dei prezzi SuperMoney – attuare una vera strategia di difesa che, partendo dall’accesso ad informazioni chiare e trasparenti, passi al confronto delle tante offerte presenti sul mercato, per poi giungere alla scelta della proposta più conveniente, e magari con prezzo bloccato”.

Sul portale dell’Autorità per l’energia e il gas è possibile accedere allo Sportello reclami per segnalare disservizi e avanzare proposte

In questo senso, sul portale dell’Autorità è possibile accedere allo “Sportello reclami” per segnalare disservizi e avanzare proposte. C’è poi il “Trova Offerte”, sempre dell’Aeegsi, che fornisce una lista personalizzata (in base alle proprie abitudini di consumo e a dove si vive) delle offerte più convenienti. I gestori energetici, tuttavia, al momento non sono obbligati a fornire l’elenco completo delle loro tariffe. Inoltre, può risultare difficilmente accessibile a chi non ha dimestichezza con internet, tra i primi gli anziani. Dunque, anche questa potrebbe rivelarsi per molti un’arma spuntata.