Trionfa l’Inter e sinceramente quest’anno non poteva essere altrimenti. Ma prima di tessere le lodi alla squadra di Vecchi è doveroso un passo indietro alle due semifinali giocate il giorno di S. Valentino sui campi di Viareggio (Roma – Inter) e San Giuliano Terme (Fiorentina – Hellas Verona).

Partiamo dalla partita più discussa, quella che ha portato i campioni dell’Inter in finale. Sabato a Viareggio abbiamo assistito ad un pessimo spettacolo, ma le colpe non sono certo da attribuire solo ai 22 in campo. Si possono accusare squadre come il Milan o l’Empoli di aver lasciato anzitempo il torneo, oppure rimproverare il Torino per aver buttato il passaggio del turno, dopo aver chiuso il primo tempo con 2 gol di vantaggio sull’Atalanta.

Ma la vera delusione di questa edizione della Viareggio Cup è stata senza ombra di dubbio l’organizzazione da parte del Centro Giovani Calciatori. La partita inaugurale tra Milan e Psv Eindoven ha evidenziato sul nascere le imbarazzanti condizioni del campo dello Stadio Bresciani, non in grado di reggere l’intera competizione, ma nemmeno un’intera partita. Le pesanti accuse di Filippo Galli a fine gara, non erano quindi solo uno sfogo per l’inaspettata sconfitta dei rossoneri all’esordio, comunque meritata.

La sfida tra l’Inter e la Roma è stata un’autentica sconfitta e non solo per i giallorossi. In tribuna la gente si chiedeva se avesse senso giocare in quelle condizioni climatiche. Le zone occupate dal fango e dall’acqua avevano coperto gran parte del terreno di gioco, aumentando non poco le difficoltà tecnico-fisiche dei protagonisti campo. Ma per l’arbitro e per il presidente del torneo Alessandro Palagi, evidentemente si poteva e si doveva giocare.

Nei primi 45 minuti abbiamo assistito, oltre al gol di Demetrio Steffè (tiro al volo con rimbalzo inevitabilmente anomalo che ha beffato l’incolpevole Pop), a continui scivoloni, tuffi, infortuni e nient’altro. Nella ripresa un barlume di sole ha attenuato il disastro viareggino, alimentato a quel punto, dalle 3 espulsioni della squadra di Alberto De Rossi che col suo atteggiamento scontroso nei confronti di avversari e pubblico “nemico”, non ha di certo aiutato i propri ragazzi ad offrire uno spettacolo migliore (brava poi l’Inter ad approfittare della situazione e dilagare). Insomma uno show imbarazzante per tutti, soprattutto per chi segue la Viareggio Cup da tanti anni, abituato a considerarla (forse ancora per poco) la manifestazione calcistica a livello giovanile più bella e importante al mondo.

A San Giuliano Terme, invece, il tempo ha condizionato la gara fino ad un certo punto. Le numerose pozze d’acqua hanno frenato spesso le azioni di gioco, sia da una parte che dall’altra, ma l’incontro in questo caso andava sicuramente giocato. Anche qui i rossi a Gigli (Fiorentina) e a Sall (Hellas Verona) hanno macchiato il match, ma le conferme di Minelli (rivelazione del torneo) e dei gialloblu Fares e Gollini (autentica saracinesca gialloblu), hanno attenuato le polemiche e le delusioni soprattutto in casa viola e premiato la reazione della squadra di mister Pavanel.

Ma torniamo alla finalissima giocata, fortunatamente, nello stadio “Romeo Anconetani” di Pisa in un campo finalmente in ottime condizioni. Ad alzare al cielo la Coppa Carnevale è stata l’Inter, che ha avuto la meglio su un bel Verona. Ai veneti il merito di aver condotto una partita all’altezza delle aspettative, schierando una squadra sempre corta e organizzata nonostante il dominio territoriale nerazzurro e che in alcuni frangenti (dopo il gol del pareggio di Cappelluzzo), è riuscita a bloccare la manovra offensiva avversaria, costringendo Sciacca & Co. ad arretrare il proprio baricentro. I ragazzi di Vecchi però non hanno mai mollato e dopo essere passati in vantaggio al 2’ minuto col Golden Boy 2015 Bonazzoli (che ha sbaragliato la concorrenza con 5 gol in 4 apparizioni), hanno afferrato di prepotenza la Coppa con il gol vittoria in extremis di Gyamfi (gran tiro al volo). Di questo ragazzo si parla troppo poco, nonostante in ogni incontro, ci sia sempre stato il suo onesto contributo. Magari non dispone di una tecnica sopraffina, ma è sempre ordinato e ben posizionato in campo, sia nella fase difensiva, sia quando si tratta di accompagnare una trama offensiva.

Una vittoria meritata, per una squadra che da inizio torneo non ha conosciuto sconfitta, ma al contrario, ha collezionato solo vittorie (7 su 7) grazie al prezioso contributo di tutto il gruppo: Radu con le sue parate e il suo dominio aereo, ha dimostrato di essere una garanzia così come lo è stato tutto il reparto difensivo, orchestrato con maturità dal capitano Giacomo Sciacca e da Yao. Ad essi si aggiungono i muscoli e la corsa di Federico Dimarco (finalmente all’altezza della situazione) e le soluzioni in mediana a disposizione di mister Vecchi con Palazzi, Steffè, Rocca, e Gnoukouri su tutti. Infine, la qualità del reparto offensivo rappresentata dal solito Bonazzoli e il supporto dei vari Baldini, Camara, Ventre, Appiah e Rapaic, hanno chiuso meritatamente la 67a edizione della Viareggio Cup con una festa tutta a tinte nerazzurre.