La spallata e la richiesta di un giro di vite forte arrivano nel tardo pomeriggio dal Governo. È duro l’intervento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio riguardo il caso della telefonata tra il presidente della Lazio Claudio Lotito e il direttore generale dell’Ischia Calcio Piero Iodice. “Si tratta di una conversazione che non rappresenta il calcio come lo vorremmo noi e come lo vogliono gli italiani – dice Delrio – Che delude profondamente tutti coloro, piccoli e grandi, che credono in uno sport sano”. A scatenare le prese di posizione più aspre nel corso della giornata è stata l’ipotesi, avanzata da Lotito, che lo sbarco in A di Carpi e Frosinone possa influire negativamente sulla vendita dei diritti tv all’estero per mancanza di appeal di piccole realtà sportive. Frasi censurate anche dal presidente della Figc Carlo Tavecchio, trascinato sulla poltrona più importante del calcio italiano proprio dal presidente della Lazio: “Ora come governo, che vigilia sullo sport, che tra l’altro sostiene con fondi pubblici, chiediamo, a nome dei cittadini, che la Figc affronti un serio e radicale cambiamento di appoggio nella gestione dello sport più popolare degli italiani”.

Sull’immagine fornita all’esterno si sofferma anche il presidente del Coni Giovanni Malagò che sottolinea anche “il metodo scorretto utilizzato al fine di portare alla luce un colloquio privato”. Poi però affonda: “Ritengo che le parole espresse da Claudio Lotito siano state incaute e rischiano di gettare discredito sul mondo del calcio, anche in funzione delle cariche istituzionali da lui ricoperte”, afferma il presidente del comitato olimpico riferendosi alla carica di consigliere federale ricoperta da Lotito. Alzano la voce anche i sindaci delle città che il presidente della Lazio ha nominato nella conversazione con Iodice, che ha nel frattempo annunciato di aver registrato altri colloqui dove Lotito avanzerebbe minacce più chiare. “Le sue frasi offendono le due città ma anche le intere comunità di territori molto attivi e di grandi tradizioni sportive e culturali. Il calcio deve andare avanti con le regole dettate dalla meritocrazia non con i diritti tv e con le oscure trame di palazzo”, dicono in una nota congiunta i sindaci di Carpi, Alberto Bellelli, e di Latina, Giovanni Di Giorgi. “Lotito dovrebbe essere il garante di tutte le squadre per il suo importante ruolo federale, le sue frasi sono gravi e umiliano società e città come Latina e Carpi – concludono – che con enormi sacrifici stanno raggiungendo risultati importanti”. Il sindaco di Frosinone, altra squadra citata nella conversazione, si spinge oltre e parla della scorta assegnata a Lotito dopo le minacce subite da parte delle frange estreme del tifo laziale: “Le dichiarazioni di Lotito, se corrispondessero al vero – dice Nicola Ottaviani – dovrebbero porre con urgenza la questione dell’opportunità di continuare a concedere la scorta a un uomo che sputa veleno sulla parte più nobile del calcio”.