“Schiavitù e abusi di uomini e bambini sono una vergognosa piaga indegna di una società civile”. Durissima la condanna che Papa Francesco ha voluto fare all’angelus della prima Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone, da lui istituita. Un evento che Bergoglio ha voluto si celebrasse nel giorno in cui la Chiesa ricorda santa Giuseppina Bakhita, la suora sudanese che da bambina fece la drammatica esperienza di essere vittima della tratta, canonizzata nel 2000 da san Giovanni Paolo II. “Incoraggio – ha affermato il Papa – quanti sono impegnati ad aiutare uomini, donne e bambini schiavizzati, sfruttati, abusati come strumenti di lavoro o di piacere e spesso torturati e mutilati. Auspico che quanti hanno responsabilità di governo si adoperino con decisione a rimuovere le cause di questa vergognosa piaga, indegna di una società civile. Ognuno di noi si senta impegnato a essere voce di questi nostri fratelli e sorelle, umiliati nella loro dignità. Preghiamo per loro e per i loro familiari”.

Una giornata internazionale che vuole essere una risposta all’appello del Papa a combattere la tratta delle persone e a prendersi cura delle vittime. Un “fenomeno abominevole“, come lo ha definito Bergoglio che, nel messaggio per la Giornata mondiale della pace 2015, aveva invitato a “non acquistare prodotti realizzati attraverso lo sfruttamento di altre persone“. Francesco, infatti, fin dall’inizio del suo pontificato, ha più volte denunciato con forza il traffico di esseri umani definendolo “un crimine contro l’umanità” e spronando la Chiesa e la società civile a combatterlo. Così come sul fronte della pedofilia il Papa ha recentemente ribadito che “non c’è assolutamente posto nel ministero per coloro che abusano dei minori“.

Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine circa 21 milioni di persone, spesso povere e vulnerabili, sono vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale o lavoro forzato, espianto di organi, accattonaggio forzato, servitù domestica, matrimonio forzato, adozione illegale e altre forme di sfruttamento. Ogni anno circa 2 milioni e mezzo di persone sono vittime di traffico di esseri umani e riduzione in schiavitù; il 60 per cento sono donne e minori. Spesso subiscono abusi e violenze inaudite. D’altro canto per trafficanti e sfruttatori la tratta di esseri umani è una delle attività illegali più lucrative al mondo: rende complessivamente 32 miliardi di dollari l’anno ed è il terzo business più redditizio, dopo il traffico di droga e di armi.

All’angelus il Papa ha invitato i fedeli presenti a riflettere anche “sul senso e il valore” della sofferenza, alla vigilia della Giornata mondiale del malato che si celebra l’11 febbraio, giorno in cui ricorre la memoria della Madonna di Lourdes. “La Chiesa – ha sottolineato Francesco – ha sempre considerato l’assistenza agli infermi parte integrante della sua missione”. “Questo – ha aggiunto Bergoglio – avviene anche nel nostro tempo, quando, nonostante le molteplici acquisizioni della scienza, la sofferenza interiore e fisica delle persone suscita forti interrogativi sul senso della malattia e del dolore e sul perché della morte. Si tratta di domande esistenziali, alle quali l’azione pastorale della Chiesa deve rispondere alla luce della fede”.

Twitter: @FrancescoGrana