Case e strade allagate lungo il litorale a causa delle mareggiate, intere aree rimaste senza corrente elettrica, ospedali compresi, e disagi alla circolazione di auto, treni e aerei. Chiederà il riconoscimento dello stato di emergenza per le calamità naturali allo scopo di ricevere i relativi aiuti dallo Stato, il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini, dopo che le nevicate delle ultime ore e il maltempo hanno provocato danni ingenti in tutto il territorio della regione. Da Piacenza a Rimini, infatti, il ciclone “big snow”, pur annunciato da giorni dai bollettini meteorologici, ha causato black out, con migliaia di persone al freddo costrette a lasciare le proprie case, interruzioni della circolazione, ha mandato in tilt i servizi, e provocato mareggiate, alluvioni e crolli. “Abbiamo chiesto immediatamente una ricognizione puntuale dei danni provocati dal maltempo – spiega Bonaccini, che il 7 febbraio, a Ravenna, con gli assessori della Giunta, ha incontrato gli amministratori delle comunità della costa colpite dall’alluvione, cioè Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini – poi procederemo con la richiesta dello stato di emergenza”. Nel frattempo la Regione ha stanziato 2,5 milioni di euro per finanziare gli interventi urgenti necessari a far fronte alle emergenze prioritarie. “Stiamo monitorando la situazione in tutto il territorio – continua Bonaccini – la ricognizione avverrà in tempi molto stretti”. Lunedì 9 febbraio, in Giunta regionale, “cercheremo tutte le somme residue per evitare dispersioni. Poi chiederemo al governo lo stato di emergenza”.

Nel frattempo in Emilia Romagna si continua a lavorare per cercare di ripristinare ciò che la neve ha danneggiato, e riportare il territorio alla normalità. Particolarmente difficile resta la situazione sull’Appennino bolognese, dove circa 80.000 persone questa notte sono rimaste al buio. La priorità per i Comuni è ripristinare la corrente elettrica, che tra Zola Predosa, Monterenzio, la Valsamoggia e Sasso Marconi, è ancora in larga parte interrotta causa maltempo. “Ma il modo in cui Enel sta gestendo le comunicazioni con i territori colpiti – critica Daniele Ruscigno, primo cittadino di Valsamoggia – è insoddisfacente: sono due giorni noi sindaci che non abbiamo un contatto diretto con Enel”. Nonostante la lunga lista di problemi che interessa sia la montagna, sia la pianura, sia legata proprio all’interruzione dell’energia elettrica causa al maltempo. A Zola Predosa, Valsamoggia, Sasso Marconi e Borgonuovo, quindi, resteranno aperti i centri di accoglienza, perché la mancanza di elettricità ha lasciato senz’acqua diverse aree.

Alta la conta dei danni, poi, sulle aree costiere della regione. La mareggiata di proporzioni anomale che ha colpito il litorale, alluvionando i Comuni di Comacchio, Ravenna, Cervia, Cesenatico e Gatteo, infatti, ha provocato l’allagamento di case, strade e aziende, erodendo al contempo le barriere di protezione che avrebbero dovuto salvaguardare le attività balneari dalle mareggiate. In Romagna, oltre alla neve, i cento millimetri di pioggia caduti solo tra giovedì e venerdì, accompagnati da una bora con raffiche tra i 90 e i 100 chilometri orari, hanno causato l’esondazione dei fiumi Uso, Marecchia, Mavone, Marano, Melo, Conca e Ventena, e si lavora per liberare dal fango i Comuni colpiti e ripristinare la corrente nelle aree dove il maltempo ha causato black out. “Il territorio, soprattutto nella fascia a mare dei Comuni romagnoli – sottolinea il sindaco di Rimini Andrea Gnassi – ha subito danni enormi per quanto riguarda scuole, case, stabilimenti balneari, da imprese e pubblici esercizi. Non è possibile quantificare una stima, ma certamente parliamo di diversi milioni di euro”.

Pesante il bilancio anche nel Modenese, dove la neve ha causato gravi danni, mandato in tilt i servizi e lasciato al buio (e al freddo) migliaia di famiglie in diversi Comuni. Mentre si lavora in queste ore per ripristinare l’energia elettrica e liberare le strade, soprattutto le provinciali, sull’Appennino numerose abitazioni sono infatti tuttora isolate, e le scuole sono rimaste chiuse. A Modena il titolare di un’azienda meccanica, la ‘Modena Parts’, il 6 febbraio è rimasto gravemente ferito a causa del crollo di una tensostruttura nella parte esterna della sede produttiva, provocato probabilmente dall’accumulo di neve, mentre a Marzaglia centinaia di famiglie sono rimaste isolate, senza acqua, luce e gas.

Sono quindi in corso le operazioni per allestire, entro sera, nuovi centri di accoglienza a Carpi, Castelnuovo Rangone, Castelvetro Nonantola, Pavullo, Prignano, Savignano sul Panaro, Serramazzoni e Vignola, mentre rimangono aperti i centri allestiti venerdì 6 febbraio a Castelfranco Emilia, Palagano e Polinago. Chiudono quelli di Maranello e BomporA Parma la viabilità, anche autostradale, è stata “pressoché ripristinata” e in città si lavora per sgomberare le strade dalla neve. Più problematica, anche in questo caso, la situazione dell’energia elettrica. In provincia, infatti, 12.000 utenze sono rimaste senza luce, ed è possibile che occorrano diversi giorni per ripristinare le forniture, con disagi anche per riscaldamento e acqua. Nel reggiano 33.000 utenze, in seguito al maltempo, sono ancora senza luce né riscaldamento, ma per veder ricollegata la corrente elettrica c’è chi dovrà aspettare fino all’8 febbraio. Tutti i Comuni, inoltre, hanno disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per la giornata del 7. E rimarranno chiuse le scuole anche nella maggior parte dei comuni del forlivese, vista “la grave situazione di maltempo che ha causato allagamenti e condizioni di vera e propria emergenza e di criticità”. “Si registra un graduale ritorno alla normalità con il ripristino della viabilità nella maggior parte delle strade – spiega il sindaco di Forlì e presidente della Provincia di Forlì – Cesena Davide Drei – Resta invece critica la situazione nelle abitazioni private e in alcune zone a causa dei numerosi allagamenti. Ripristinati i collegamenti del trasporto pubblico anche nelle zone collinari”.