Ennesima bufera giudiziaria sui vertici del sindacato Ugl. Dopo l’inchiesta che ha portato alle dimissioni del segretario Giovanni Centrella, cade anche il suo successore Paolo Capone: il Tribunale di Roma ha sospeso in via cautelare l’esecuzione della delibera che lo aveva nominato alla guida dell’organizzazione. Il giudice ha considerato “opportuna l’immediata rimozione” del segretario eletto lo scorso 29 ottobre, durante un Consiglio nazionale che si era presto trasformato in rissa. La riunione si era tenuta in un albergo di Montesilvano, in provincia di Pescara. A sfidare Capone, ai tempi segretario nazionale del settore Sanità del sindacato, era Salvatore Muscarella, alla guida di Ugl Comunicazioni. La seduta era finita con lo scontro fisico tra i sostenitori dei due candidati: l’hotel era diventato teatro di lanci di tavoli, sedie, bicchieri. Per portare la situazione alla normalità, erano intervenuti Digos e carabinieri, con il 118 pronto a entrare in azione. A fine riunione, Capone si era proclamato vincitore, ma Muscarella non aveva riconosciuto il risultato. “Non sono stati rispettati né i principi della democrazia associativa né regolamento e statuto”, aveva spiegato lo sfidante al Tempo. “Alcuni mestatori della bad company centrelliana – era stata la replica di Capone – stanno diffondendo da giorni comunicati nei quali, a seconda di chi scrive, si afferma o che mi sarei autoproclamato segretario generale, oppure che l’elezione non sarebbe mai avvenuta o, ancora più incredibilmente, che la mia elezione non sarebbe stata proclamata dal presidente del consiglio nazionale, Paolo Mattei“.

E così, dopo le botte, la questione è arrivata in tribunale. D’altra parte, ai palazzi di giustizia i vertici Ugl sembrano ormai abituati. Prima di Capone, infatti, la guida del sindacato era in mano a Giovanni Centrella. Le redini dell’organizzazione gli erano state cedute da Renata Polverini nel 2010, che lo aveva indicato “quale suo successore per l’impegno dimostrato in questi anni e per i rilevanti risultati ottenuti nel corso della sua attività sindacale”.

Nell’aprile 2014, la Guardia di finanza aveva perquisito uffici e abitazione di Centrella: la contestazione della procura di Roma era di appropriazione indebita aggravata dei fondi del sindacato. Secondo gli investigatori, Centrella, insieme alla moglie Patrizia Lepore e alla coordinatrice Laura De Rosa, ha sottratto 500mila euro dai fondi del sindacato. L’appropriazione, stando all’ipotesi della procura, è avvenuta attraverso prelievi di contanti, ricariche di carte di credito ed una serie di bonifici. Gli indagati, sostiene la tesi inquisitoria, hanno speso il denaro per l’acquisto di orologi di marca, abiti firmati, borse, gioielli ma anche per la spesa al supermercato. Il 18 giugno, Giovanni Centrella si è dimesso da segretario dell’Ugl, dando il via alle lotte interne al sindacato per la successione.