“Sono sorpreso per la mancata costituzione al processo del ministero dell’Economia“. A dirlo è il pm di Trani, Michele Ruggiero, in riferimento ai due processi partiti il 4 febbraio nei confronti di sei manager e analisti di Standard & Poor’s e Fitch, in cui il Mef non si è costituito parte civile. L’accusa è di manipolazione del mercato.

Le due inchieste parallele riguardano il declassamento dell’Italia di due gradini (da A a BBB+) da parte delle agenzie di rating tra il 2011 e il 2012. Mossa che, secondo l’accusa, avrebbe provocato “una destabilizzazione dell’immagine, del prestigio e degli affidamenti creditizi dell’Italia sui mercati finanziari nazionali ed internazionali”, un deprezzamento dei titoli di Stato e un indebolimento dell’euro. “Abbiamo indicato come persona offesa il ministero dell’Economia – ha detto il magistrato – prendo atto che, nonostante ci sia stato un vaglio del giudice dell’udienza preliminare sulla fondatezza dell’accusa di manipolazione in danno dello Stato italiano, il ministero abbia adottato questa scelta. Una scelta che rispetto, ma che francamente mi sorprende”.

Quando partirono le indagini, l’allora premier Mario Monti parlò di “un attacco all’euro e all’Europa”. Il Professore è stato chiamato a deporre dal pm nel processo in cui sono imputati i soli vertici di Standard & Poor’s insieme al presidente della Bce Mario Draghi, a Romano Prodi e Giulio Tremonti, al presidente della Consob Giuseppe Vegas e ad altri nomi noti della politica e dell’economia. Tra i testimoni figura anche il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan. Parti civili una ventina di risparmiatori e alcune associazioni tra cui Adusbef, che fece partire le indagini con le sue denunce. “Il ministro Padoan – ha aggiunto l’associazione – avrebbe il dovere di chiarire all’opinione pubblica e ai risparmiatori danneggiati”.

Sulle richieste di costituzione delle parti civili le difese hanno annunciato numerose eccezioni preliminari. Sono state individuate come parti offese anche Bankitalia e Consob, che però potranno solo partecipare alle udienze.

Nei due processi sono imputate anche le società. Per S&P dovranno presentarsi in aula Deven Sharma, ex presidente mondiale di Standard & Poor’s Financial Service dal 2007 al 31 agosto 2011, Yann Le Pallec, responsabile per l’Europa-Londra, e gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. Sono accusati di aver fornito “intenzionalmente” ai mercati finanziari, tra maggio 2011 e gennaio 2012, quattro report contenenti informazioni tendenziose e distorte sull’affidabilità creditizia italiana e sulle iniziative di risanamento e di rilancio economico adottate dal governo. Per Fitch è imputato David Michael Willmoth Riley, capo rating sovrano della sede di Londra, accusato di aver rilanciato, dal 10 al 18 gennaio 2012, “indebiti annunci preventivi di imminente declassamento” dell’Italia, mai decretato ufficialmente dall’agenzia fino al 27 gennaio 2012, “così divulgando a mercati aperti informazioni che dovevano restare riservate, concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo degli strumenti finanziari”.