Il governo italiano “ha fatto le riforme necessarie”. Lo ha detto in un discorso a Berlino il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. Secondo quanto riportato da Bloomberg, ha poi aggiunto inoltre che la “Francia sta andando nella giusta direzione” e che l’Eurozona “è avviata sul binario giusto per diventare più competitiva”.  Una posizione ben più ottimista di quella del cancelliere Angela Merkel che meno di due settimane fa a Firenze nel corso del vertice bilaterale italo-tedesco. “Mi tranquillizza molto quello che viene fatto in Italia, soprattutto per quanto riguarda l’occupazione”, aveva detto sostenendo che “l’agenda di riforma del governo Renzi è un percorso molto ambizioso e lungo e si fa non perché lo dice Bruxelles, ma perché dà sicurezza alla gente, speranza ai giovani e crea lavoro. Ci sono resistenze, ma auguro a te (Renzi, ndr) successo, sono sicura che le riforme creeranno lavoro, sia il Jobs Act, sia la riforma della Pubblica amministrazione. Gli imprenditori tedeschi con cui ho parlato sono ottimisti, vogliono rimanere in Italia e investire”.

Non la pensa esattamente così l’agenzia di rating Fitch secondo la quale “la rapida elezione di un nuovo presidente italiano dovrebbe consentire al governo ed ai legislatori di concentrarsi sulle riforme istituzionali ed economiche“. Tuttavia “la decisione unilaterale di Renzi di nominarlo potrebbe creare tensioni all’interno della coalizione (sono stati necessari lunghi negoziati per garantire supporto Ncd) e con Silvio Berlusconi“, soprattutto per quanto riguarda le riforme costituzionale ed elettorale. Per altro “le deboli prospettive di crescita nominali sono un elemento di debolezza per il rating” sottolinea l’agenzia per cui “attuare con successo le riforme strutturali favorirebbe la crescita e sosterrebbe il debito sovrano“. Fitch, del resto, lo scorso ottobre nel confermare una valutazione  BBB+ sul merito di credito italiano, aveva sottolineato che “senza un ritorno alla crescita del Pil e grandi eccedenze del bilancio primario, il compito di ridurre gradualmente l’elevato rapporto debito/PIL in sarà più impegnativo”.

In merito a quanto fatto dal governo in questo primo anno, infine, l’agenzia ritiene che le riforme attuate e da approvare “potrebbero aumentare la fiducia delle imprese e gli investimenti”. Anche se il potenziale di crescita derivante dalle riforme si ottiene solo medio periodo, “mentre le prospettive economiche a breve termine sono fragili”. E ancora: “debolezze strutturali di lunga data hanno ridotto il potenziale di crescita, potrebbe ridurre la spinta positiva derivante dal calo dei prezzi del petrolio, da QE della Bce e dall’euro”. Ciò implica, sempre secondo Fitch, “una crescita nominale solo minima e una base di reddito basso per il bilancio, confermando i rischi al ribasso per la nostra previsione di una ripresa debole (crescita del PIL reale del 0,6%) nel 2015”.