“Ho cercato di seguire in greco, ma il liceo classico serve a poco oppure il greco moderno è profondamente diverso dal greco antico”. Questa una delle prime battute che il premier Matteo Renzi sfodera durante la conferenza stampa congiunta con il neopremier greco Alexis Tsipras dopo il vertice a Palazzo Chigi. Passano pochi minuti e Renzi dice: “Ho passato il primo anno della mia esperienza da primo ministro sentendomi accusato dall’Europa di essere un pericoloso uomo di sinistra, mentre la sinistra italiana mi ha accusato di essere un pericoloso uomo di destra. Per questo l’arrivo di Alexis per me è una benedizione”. Poi, al termine della conferenza stampa, il premier Renzi – ricordando che Tsipras ha detto che non indosserà la cravatta finché la Grecia non uscirà dalla crisi – gliene regala una del semestre italiano: “Noi vogliamo dare una mano vera alla Grecia, che non vuol dire dare sempre ragione, ma siamo sicuri che ne uscirà e quando accadrà ci piacerebbe che il premier indossasse una cravatta italiana”. Tsipras accetta e contraccambia con un regalo: un cd di pizzica e taranta salentina. “Questa è la traduzione musicale in Puglia”, esclama Renzi  di Manolo Lanaro