“Pezzi di merda, siete dei pezzi di merda”. Firmato Maurito Icardi. Destinatari? I tifosi dell’Inter che, dopo la sconfitta dei nerazzurri a Reggio Emilia contro il Sassuolo, hanno contestato i giocatori di Mancini, andati comunque sotto la curva dopo una prestazione per certi versi sconcertante. Nel mirino degli ultras, però, non sono finiti tutti i calciatori, ma solo due: Fredy Guarin e, appunto, Mauro Icardi (partito dalla panchina e autore della rete che aveva momentaneamente riaperto il match). E’ successo tutto pochi secondi dopo il triplice fischio finale. Capitan Ranocchia e compagni hanno lanciato le proprie maglie ai supporters presenti nello stadio di Reggio Emilia: quasi un segno di pace per farsi perdonare la debacle. I tifosi, dal canto loro, hanno fischiato e, soprattutto, hanno restituito (in modo brusco) le maglie del centrocampista colombiano e del centravanti argentino, forse particolarmente nervoso per l’iniziale esclusione dall’undici titolare.

Fatto sta che i sudamericani hanno reagito in maniera diametralmente opposta. Guarin ha risposto battendosi il petto, per sottolineare il proprio impegno; l’ex sampdoriano, invece, prima ha puntato il dito contro chi lo contestava, poi è passato agli insulti. Inequivocabili: “Pezzi di merda, siete dei pezzi di merda”. Una reazione che ha esacerbato ancor più gli animi. Inutile il tentativo di Ranocchia di frenare il puntero argentino, che ha continuato a polemizzare da vicino con il gruppo di tifosi prima di essere allontanato in malo modo. Icardi, poi, si è calmato e, in compagnia di Ranocchia e di altri quattro interisti (Guarin, Carrizo, Handanovic e Palacio), ha deciso di ritornare sotto il settore occupato dai tifosi interisti, a cui ha chiesto scusa per la reazione scomposta. Gli altri calciatori, invece, si sono scusati per la prestazione.

Un comportamento, quello dell’attaccante argentino, che rischia di compromettere la sua permanenza nel club milanese: domani si chiude il mercato di riparazione, il tempo per un’operazione last minute è pochissimo, ma dopo quanto accaduto non è escluso che lo staff dirigenziale della Beneamata cerchi di trovare un acquirente degno per Icardi. L’ostacolo maggiore, in tal senso, non è il fattore cronologico, né la ricerca dell’eventuale sostituto (l’Inter ha già in mano Cassano), quanto i contorni economici della possibile cessione. Il numero 9, infatti, è un capitale della società di Erick Thohir: su di lui ci sarebbero l’Atletico Madrid, il Chelsea, il Liverpool e altri top club europei, ma per meno di 25/30 milioni di euro Icardi non si muoverà da Milano. Troppi soldi (e poco tempo) per un cambio di maglia in tempi rapidi. Con buona pace del giocatore, dei tifosi e di un rapporto difficilissimo (se non impossibile) da ricucire.