A oltre un mese dall’addio del presidente Tommaso Ghirardi, la situazione del Parma Calcio, invece di risollevarsi, sembra sull’orlo del precipizio, tra una proprietà ancora indefinita, i conti da sanare e i giocatori che sbattono la porta o minacciano di andarsene. A scoperchiare il vaso di Pandora è stato Antonio Cassano, che nei giorni scorsi ha rescisso il contratto con la società dopo aver mandato un sollecito per essere pagato degli stipendi arretrati. È il primo giocatore a dire addio al Parma, che ha sulle spalle una stagione difficile, con un ultimo posto in classifica da cui non riesce a staccarsi e con tante delusioni accumulate dallo scorso anno, come l’esclusione dall’Europa League e la messa in vendita della società. Ma pronti a seguirlo ci sarebbero anche altri compagni di squadra, una decina in tutto, che da mesi non vengono pagati, così come i dipendenti e i collaboratori. A fine anno proprio il ritardo nei pagamenti dell’Irpef era già costato al Parma un punto di penalità in classifica, ma a questo punto il ritorno in B per il club ducale non è il principale dei problemi.

La prossima scadenza cruciale è il pagamento degli stipendi il 16 febbraio: questa sarà la prova che la Dastraso Holding Limited, la nuova società russo-cipriota che a metà dicembre ha acquisito il Parma Fc, ha intenzioni serie per il futuro della squadra gialloblu. Per ora infatti le rassicurazioni che tifosi e giocatori si aspettavano evidentemente non sono arrivate. Di certo non ha aiutato la poca chiarezza sulla holding, che si è scoperto avere un capitale sociale di poche migliaia di euro ed essere stata creata appena un mese e mezzo prima della compravendita della squadra.

Avvolti nel mistero rimangono anche gli azionisti, nonostante sia appurato che dietro l’operazione ci sia Rezart Taci. Il petroliere albanese ormai è di casa allo stadio Tardini e a Parma, ma non ha ancora un ruolo definito nella compagine, anche se al vertice della società in questo breve periodo di new deal si sono avvicendati i suoi uomini di fiducia: prima l’avvocato Fabio Giordano, che aveva seguito la trattativa di acquisizione del club, e poi il 22enne Ermir Kodra, diventato il neo presidente del Parma nei giorni scorsi. L’obiettivo annunciato dalla nuova proprietà fin dall’inizio era stato quello di risanare i conti, e il banco di prova arriverà proprio a metà febbraio, con la scadenza dei pagamenti arretrati, anche se la crisi potrebbe scoppiare prima di quella data, con l’uscita di altri giocatori che già da tempo stanno meditando di lasciare.

Il periodo nero sembra tutt’altro che superato, con il direttore generale Pietro Leonardi ricoverato all’ospedale per un malore dovuto a “stress emotivo”, e i tifosi che alla conferenza di presentazione dei nuovi vertici chiedevano certezze e che ora pretendono di sapere la verità, a partire da chi si nasconda davvero dietro i nuovi proprietari del Parma. L’addio di Cassano è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso insieme all’ultima sconfitta contro il Cesena, dopo la quale i sostenitori della Curva Nord avevano contestato la squadra e la società, chiedendo dignità, anche per un eventuale ritorno in B.

Pochi giorni dopo un gruppo di tifosi ha scritto al sindaco della città Federico Pizzarotti, intimandolo a intervenire nella questione e a prendere “contatti ufficiali con chi rappresenta la società”, con l’obiettivo di metterla in mora per le somme dovute al Comune per la gestione dello stadio e rescindere il contratto, e per arrivare a un “fallimento pilotato” come accaduto al Bari, preservando la continuità sportiva del Parma. Pizzarotti, che nei giorni scorsi insieme ai vertici dell’Unione parmense industriali aveva incontrato a cena i nuovi dirigenti del club, ha annunciato di avere chiesto un incontro formale con il presidente Kodra per fare chiarezza sulla situazione finanziaria del club. Da queste risposte dipenderà il futuro del Parma.