Si comincia con Scelta civica e si chiude con Sinistra ecologia e libertà. Le consultazioni per il Quirinale del Partito democratico cominceranno martedì 27 gennaio alle 9,30 nella sede in largo del Nazareno. L’incontro con Forza Italia alle 19. Mentre nel calendario non è indicato l’orario per i 5 stelle che non hanno ancora confermato se andranno all’incontro. “Risponderemo nelle prossime ore da piazza del Popolo”, ha scritto su Facebook Luigi Di Maio. “Il Nazareno? Io non so cosa sia il Nazareno”, ha detto Beppe Grillo arrivando a Roma per il suo comizio alla Notte dell’onestà.

Questo il calendario degli incontri diffuso dal Partito democratico: ore 9.30: Per l’Italia-centro democratico, Scelta Civica; ore 10.15: Area popolare (Ncd-Udc); ore 11.00: Misto, Maie, Api; ore 11.30: Psi; ore 12.00: Svp, Pat, Union Valdotaine; ore 12.30: Lega Nord; ore 13.15: Italia dei Valori; ore 13.45: Fratelli D’Italia; ore 14.15: GAL; ore 19.00: Forza Italia; ore 20.00: Sel.

Intanto il leader di Sel Nichi Vendola ai microfoni del Tg3 rinnova l’invito al Movimento 5 stelle per sostenere insieme un nome alternativo: “Tutti siamo chiamati a dare un contributo e, se avremo pazienza, ciascuno dal suo punto di vista potrà tessere la tela affinché al Quirinale vinca un’idea di democrazia e non un’idea di oligarchia. Siamo solo all’inizio di un processo politico. Credo che tutti aspettiamo le mosse di Matteo Renzi e la sua proposta”, ha aggiunto. “Tutti quanti saremo in grado di valutare se la proposta di Renzi corrisponde al tentativo di proiettare sul Quirinale l’ombra del patto del Nazareno”.

Se a sinistra si rafforza l’ipotesi di un nome alternativo, Forza Italia nel Mattinale ribadisce la stabilità del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi per le riforme. “La sintesi della settimana trascorsa contempla al primo posto la ritrovata centralità di Forza Italia, grazie all’’eterno Berlusconì, un atto di saggezza e follia insieme che sposta l’asse, cambia il paradigma della politica. Restiamo fedeli al sì dato da Berlusconi al patto del Nazareno e all’Italicum 2.0 – si legge ancora su ‘Il Mattinale’ – nonché all’impianto della riforma costituzionale specie riguardo al superamento del Senato, non più eletto direttamente dal popolo. Questa posizione ci dà modo di non rinunciare anzi di rivendicare la nostra idea presidenzialista, senza che sia trasformata da una parte e dall’altra in qualcosa di eversivo degli accordi sottoscritti”.