Festa del Tricolore, cambio della Guardia solenneMercoledì Sky Tg 24 ha mandato in onda un sondaggio: “Volete un presidente della Repubblica estraneo alla politica?” Queste le risposte: 40% (diviso tra 15 a destra e 25 a sinistra), No; 60%, Sì. Sky si preoccupa di segnalare che si tratta di un campione non elaborato con metodi scientifici. Ma è significativo che la percentuale di astensione alle elezioni coincida con quel 60% che della politica ne ha proprio basta.Nel 1993 è apparso Berlusconi. Di tutto il male che ha fatto, il peggiore è stato lo sdoganamento dell’immoralità. Prima di lui si rubava, si corrompeva, si evadevano le imposte, si compravano i voti: in silenzio. Come ogni buon delinquente, si faceva di tutto per non farsi scoprire.

Con B. tutto è cambiato. Si è affermata un’equazione inconcepibile tra consenso elettorale e impunità: se il popolo mi vota, ancorché delinquente per la legge, la mia legittimazione politica e sociale è inattaccabile. I suoi associati si sono immediatamente adeguati e le istituzioni si sono colmate di banditi. Il successo di questa teoria ha causato uno strabiliante mutamento di costume: la menzogna indifendibile; e tuttavia affermata con assoluta certezza, ripetuta più e più volte, a ogni megafono, interviste, giornali, televisioni. Menzogna così plateale da non poter essere confutata se non con un “non è vero”, altrettanto apodittico ma sostituibile solo con tonnellate di atti e documenti con cui, naturalmente, non è possibile raggiungere l’opinione pubblica.La menzogna è presto diventata la caratteristica più evidente del politico; sicché, sotto questo profilo, non vi è stata più differenza tra loro.

 Naturalmente si può mentire per un periodo limitato: poi la realtà finisce con l’emergere. E così il disastro del nostro Paese ha finito con l’essere percepito, nonostante tutto. Quindi oggi non ha più importanza stabilire chi mente di meno, chi più promette quanto non darà o non potrà dare mai. Tutti sono accomunati nel disprezzo e nella sfiducia. E il 60% dei cittadini non vuole più che siano costoro a governare il nostro Paese.Ma non sanno come fare; perché, al momento del voto, le consorterie presenti al rito delle elezioni sono sempre le stesse, talvolta se ne aggiunge una peggiore. Da qui l’astensione.

Una soluzione ci sarebbe: dimostrare che il cambiamento è cominciato, che delinquenti e bugiardi sono emarginati e sempre più lo saranno. Dimostrarlo con i fatti, non con le parole. Certo, per tante cose è difficile, ci va tempo: una nuova politica fiscale e una riforma della giustizia non si improvvisano (anche se eliminare la porcata fiscale pro B. e costruire un falso in bilancio serio sarebbero un bel segnale).

Ma l’elezione del Presidente della Repubblica è una buona occasione. Il 60% dei cittadini non vuole che questo presidente sia uno di voi. Pensa – ed è difficile dargli torto – che chi di voi non ha rubato, corrotto o non si è fatto corrompere ha comunque permesso che altri – tanti – lo facessero; e per tanto tempo. Non ha molta importanza se ciò è successo perché vi siete voltati dall’altra parte o perché avete confidato nella ricompensa del vostro silenzio: siete stati incapaci di governare e vi siete avviluppati nel bozzolo dell’iniquità. Date un segnale. Abbandonate i vostri sodali, tutta questa gente che siede da anni sulle vostre stesse poltrone, dimostrate che l’appropriazione dello Stato è finalmente finita. Eleggete una persona a voi estranea; anzi aliena. Come costumi, professionalità, etica. Da qui qualcuno di voi potrebbe anche risorgere.

Il Fatto Quotidiano, 23 Gennaio 2015