La domanda shock arriva sempre alla fine. Il veleno è nella coda: “La Bindi tre anni fa ci promise di portarci a mangiare la chianina al ristorante, ma non si è più vista. Lei cosa ci promette?”. Il quesito è diretto al premier Matteo Renzi, ospite a “Le invasione barbariche. A rivolgersi a lui, senza peli sulla lingua, un gruppo di pazienti con patologia psichiatrica maggiore, redattori di Radio Shock, una realtà nata nel 2006 che ha preso spunto dalla mantovana Radio 180, che fa capo al dipartimento di Salute mentale dell’Ausl di Piacenza. Quattro-cinque operatori che gestiscono una decina di pazienti-redattori, simpatici e irriverenti. La spontaneità è la loro forza e rende “rischiosi” i cinque minuti di interazione con l’ospite di turno.

Anche alla luce dell’approvazione della norma salva-Berlusconi all’interno della delega fiscale, arriva un’altra domanda: “Si è mai fatto un autogol?”. “Calcisticamente?”, prova a rispondere il presidente del Consiglio. “No, è un metafora”, replicano dalla redazione, collegata in diretta. E Renzi: “Sì, in effetti ho fatto un errore in una recente legge a proposito delle partite Iva. Ma la correggeremo”.

“Durante le interviste, il nostro scopo – spiega a ilfattoquotidiano.it Emanuele Guagnini, primario di Salute mentale a Piacenza e direttore della radio – è quello di cercare la persona dietro il personaggio”. Oltre ad arricchire il percorso della riabilitazione dei pazienti psichiatrici gravi. Una terapia di igiene mentale per loro, “ma anche per noi che li ascoltiamo”.

La finalità principale dell’iniziativa dell’azienda sanitaria locale è la lotta allo stigma, all’emarginazione. “Far conoscere attraverso uno strumento come quello radiofonico – si legge sul sito dell’emittente – la sofferenza profonda causata dal disturbo mentale ci è sembrato un modo per uscire dal nostro ambito tecnico e cercare di vincere paure e pregiudizi che sono la prima causa della solitudine”. I pazienti hanno da subito sviluppato un fortissimo senso di appartenenza e dimostrato capacità e risorse “inaspettate”.

L’ex sindaco di Piacenza, il renziano Roberto Reggi, è stata la prima “vittima” della radio. Il format all’inizio consisteva in un’intervista doppia paziente-politico. “Interviste che abbiamo chiamato ‘da uomo a uomo’”. E veniva rivolta la stessa domanda a entrambi. “Ma prima al paziente – precisa il medico – altrimenti lo stesso si sarebbe accodato alla risposta dell’altro”. Risultato: è il politico che ha ricalcato la risposta del paziente. “Prevedibile – spiega Guagnini -: è la teoria dei neuroni specchio”.

Guagnini racconta poi di quella volta, a bordo campo, a fine allenamento, con Del Piero. “Dopo le domande dei giornalisti (come si sente?, che ne pensa di questo o di quell’acquisto?, e via dicendo), tra lo stupore dei ‘colleghi’ è toccato a noi”, racconta Guagnini: “Alessandro, quest’anno hai fatto l’albero di Natale o il presepe?”. Imbarazzo generale. Mercoledì prossimo, in tv, sotto torchio ci finirà Dario Argento. Garantisce Guagnini: “Ne vedremo delle belle. Ci stiamo già preparando”. Ma il sogno resta Zoff. “Speriamo, prima o poi”. Un messaggio alla Bignardi?

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