Leggevo sul Scientific American che il 2015  sarà un anno pieno di sorprese. Raccontano quanto l’anno appena finito sia stato propedeutico per l’avanzamento di alcuni aspetti della ricerca, e che con l’arrivo di nuove menti scientifiche dall’oriente ci sarà pure qualche soldo in più da investire. Gli argomenti che troveranno maggior attenzione saranno tanti. Eccone alcuni approfonditi che mi hanno più colpito. Prima di tutto il Large Hadron Collider (Lhc) si riavvierà a marzo dopo un arresto di due anni. La macchina del Cern, il laboratorio europeo di fisica delle particelle, vicino a Ginevra, in Svizzera, si riavvierà con collisioni a 13.000 miliardi di elettronvolt, quasi il doppio del record corrente. Le lacune nel modello standard della fisica delle particelle si spera verranno colmate. La teoria della supersimmetria (da molti messa in dubbio), potrebbe perdere ulteriormente applausi se il nuovo Lhc non riuscisse a trovare le prove delle (tantissime) particelle pesanti che la teoria predice.

Poi. Nel mese di marzo, una sonda della Nasa arriverà al proto-pianeta Cerere, il corpo più massiccio nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove (Ceres si pensa abbia acqua ghiacciata sotto la sua crosta). E dopo aver percorso 5.000 milioni chilometri, New Horizons potrà quasi raggiungere Plutone (massimo avvicinamento previsto per il 14 luglio). L’incontro promette tantissime nuove rilevazione di quel mondo roccioso con le lune, e i nuovi dati sull’atmosfera di Plutone saranno un grande passo avanti per l’umanità.

Poi. Lo studio delle increspature nel tessuto dello spazio-tempo avrà strumenti molto migliori. Verso la fine dell’anno, i rilevatori Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (Ligo) di Richland, in America, verranno aggiornati ed otterranno un livello successivo di precisione (la loro sensibilità verrà notevolmente migliorata). E così, dopo due decenni di tentativi, il gruppo di ricerca del Ligo spera finalmente di vedere le onde previste dal modello di Albert Einstein quasi un secolo fa. E il prossimo autunno, la Lisa Pathfinder dell’Agenzia Spaziale Europea inizierà a testare simili tecnologie per una nuova missione che verrà lanciata nel 2034.

Infine, il governo russo aggiornerà 450 istituti di ricerca presso l’Accademia Russa delle Scienze (l’anno scorso l’accademia era indipendente e non poteva usufruire di tutto questo) e sono previsti investimenti di alcuni miliardi di dollari.