Un portale online per segnalare i casi di corruzione nella pubblica amministrazione. Una sorta di Wikileaks sulle mazzette, per raccogliere le segnalazioni, anche in forma anonima, dei cittadini. È l’idea lanciata da tre parlamentari del Movimento 5 Stelle: i deputati nazionali Giulia Di Vita e Giulia Grillo, e il consigliere regionale siciliano Stefano Zito. “Lo strumento è già quasi pronto mancano gli ultimi dettagli e poi sarà a portata di click di tutti coloro che vorranno contribuire a cercare di arginare un fenomeno che sta diventando una slavina che rischia di travolgere i conti pubblici, oltre che l’etica” dicono gli esponenti del Movimento di Beppe Grillo.

Sarà costituito da un intuitivo modulo da compilare per raccontare gli episodi che l’utente intende segnalare

Il sito si chiamerà “Stop alle mazzette”, raggiungibile anche da un link inserito nella pagina Sicilia5stelle.it, e sarà costituito da un intuitivo modulo da compilare per raccontare gli episodi che l’utente intende segnalare: poi saranno i deputati e i componenti degli uffici di staff dei gruppi parlamentari a valutare le varie segnalazioni, in relazione al settore al quale si riferiscono. “Sarà possibile anche allegare materiale di supporto come documenti e fotografie, e indicare il grado di gravità del potenziale illecito e il grado di coinvolgimento del segnalatore” spiegano i 5 Stelle, che hanno deciso di varare il portale dopo le ultime inchieste della magistratura.

Saranno i deputati e i componenti degli uffici di staff dei gruppi parlamentari a valutare le varie segnalazioni, in relazione al settore al quale si riferiscono

Soltanto due settimane fa gli agenti della polizia di Stato avevano arrestato a Palermo quindici persone, tutte coinvolte in un giro di tangenti sulle tasse dei rifiuti: tra loro anche quattro dipendenti dell’ufficio tributi del comune siciliano, che riuscivano ad alterare la posizione contributiva di chi accettava di pagare una somma di denaro all’organizzazione. “Molti già ci scrivono o ci parlano ai vari banchetti che teniamo di potenziali episodi di irregolarità, evidentemente la gente ci considera dei punti di riferimento in materia di anticorruzione e legalità. Questo sito serve per offrire uno strumento aggiuntivo per facilitare gli approcci e stimolare ulteriori segnalazioni per poi farcene carico a livello istituzionale e, se il caso, in collaborazione con la magistratura” spiegano i parlamentari del Movimento 5 Stelle. “Dobbiamo considerare che la lotta alla corruzione non si fa soltanto a livello politico, ma anche con atti concreti: credo che la corruzione al giorno d’oggi sia rappresentata anche da quei casi in cui vengano assegnate consulenze o incarichi di rilievo sono in relazione a rapporti di parentela. Le segnalazioni dei cittadini sono importanti anche per questo” dice al fattoquotidiano.it Stefano Zito, vicepresidente della commissione regionale Sanità. “Un settore che vale nove miliardi di euro, e che è denso di casi di corruzione: la spinta iniziale per la nascita del sito è dovuta alle decine di lettere anonime con segnalazioni che ho ricevuto”.

“Dobbiamo considerare che la lotta alla corruzione non si fa soltanto a livello politico, ma anche con atti concreti”

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha diffuso alcuni dati sui reati contro la pubblica amministrazione commessi nel 2014 in Sicilia: 655 persone coinvolte in indagini, accuse che vanno dal peculato, alla corruzione e alla frode, 400 milioni di euro di fondi pubblici sottratti.