Soffre ancora di una lieve intossicazione per aver respirato il fumo dopo l’incendio sul suo traghetto e di alcune lesioni patite durante il naufragio. Ma Argilio Giacomazzi, comandante della Norman Atlantic andata a fuoco il 28 dicembre al largo delle coste albanesi, è rientrato a casa a La Spezia. E incontrando brevemente i giornalisti fuori dalla sua abitazione ha detto: “Sono molto stanco e non chiamatemi eroe. I complimenti non fanno per me, non servono”. Nei giorni scorsi, infatti, i media hanno spesso ricordato che è stato l’ultimo a scendere dall’imbarcazione, al contrario di quanto fece Francesco Schettino sulla Costa Concordia. Parlando dei naufraghi ha inoltre aggiunto: “Avrei voluto portarli a casa tutti”. E’ stato accompagnato al cancello dalla figlia Giulia e dal fratello poi, dopo queste poche parole, è rientrato in casa. Continua, intanto, la diatriba sui dispersi, con le autorità greche che sostengono la presenza di massimo 18 dispersi. Atteso per le 7 di venerdì mattina l’ingresso nel porto di Brindisi del rimorchiatore Marietta Berretta che sta trainando il relitto del Norman Atlantic. 

Giacomazzi, insieme all’armatore Carlo Visentini, è indagato per l’incidente avvenuto a bordo del traghetto nel quale hanno perso la vita almeno 11 persone. Finora, però, sono stati recuperati solo 9 corpi. Ma le ricerche proseguono. Il 31 dicembre la guardia costiera ha consegnato al ministero degli Esteri, alla Procura di Bari e al governo greco la lista nominativa delle 477 persone salvate e per effettuare i riscontri con la lista di imbarco stilata dalle autorità del porto di Patrasso (Grecia). A causa delle condizioni meteomarine ancora proibitive, il relitto si trova ancora nei pressi della baia di Valona, vicino all’isola di Saseno, a circa due miglia dalla costa. E dista invece ancora 60 miglia dalla città pugliese, dove l’arrivo è previsto il 2 gennaio intorno alle 10. La nave comunque è in sicurezza agganciata al rimorchiatore Marietta Barretta e circondata da altri due mezzi navali della società brindisina, il Tenax e l’Asmara.

Autorità greche: “Massimo 18 dispersi” – Non sono più di 18 i dispersi del naufragio della Norman Atlantic. Questa la versione di Atene, che spiega come le liste passeggeri in mano alle autorità italiane presentino degli errori. La differenza di 80 persone rispetto al numero fornito dalla Procura di Bari, insistono i greci, è il risultato di una lista gonfiata da nomi che si ripetono più di una volta o che sono stati trascritti più volte con grafia diversa.

Responsabilità membri dell’equipaggio, “nuovi indagati” – Altri membri dell’equipaggio della Norman Atlantic avrebbero avuto ruoli di responsabilità durante l’imbarco e nella fase d’evacuazione del relitto. Le autorità stanno cercando di identificarli, rivelano fonti giudiziarie, per essere indagati: i responsabili saranno formalmente iscritti nel registro nella mattinata di venerdì. 

Le salme dei naufraghi – Le salme delle 9 vittime sono state condotte all’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, ma l’inizio degli accertamenti medico-legali potrebbe slittare al 2 gennaio. Fonti legali degli indagati e dei familiari dei passeggeri deceduti riferiscono di non aver ricevuto ancora alcuna notifica relativa alle autopsie. La Procura di Bari ha già affidato l’incarico ai medici legali Alessandro Dell’Erba e Biagio Solarino. Solo quattro, tuttavia, sono state formalmente riconosciute e identificate. Si tratta dei due autotrasportatori napoletani Michele Liccardo di 32 anni e Giovanni Rinaldi di 34, di un sacerdote georgiano e di un cittadino turco. Tra le cinque salme non identificate c’è il corpo di una donna, l’unico che presenterebbe segni di ustioni e bruciature, tuttavia compatibili con lesioni da assideramento. Soltanto le autopsie potranno stabilire con certezza le cause dei decessi, se legati all’incendio sulla motonave, ad annegamento oppure all’assideramento nelle fasi di trasbordo durante i soccorsi.

L’incendio di un altro traghetto della Anek sulla stessa rotta– Quello del Norman Atlantic è il secondo incendio in meno di un mese che si verifica a bordo di un traghetto che opera sulla rotta Italia-Grecia per conto della Anek Lines. Il 30 novembre scorso, infatti, a 25 miglia da Brindisi, un rogo era divampato nella sala macchine dello Ierapetra L. diretto a Igoumenitsa. La nave si stava recando in Grecia per rimessaggio. I 23 membri dell’equipaggio, grazie alla collaborazione della Capitaneria di porto, riuscirono a domare le fiamme e a evitare conseguenze. Fu stabilito il rientro nel porto di Brindisi del traghetto che fu poi rimorchiato al PireoAnek Lines è la azienda di trasporto marittimo che aveva noleggiato da Visemar la Norman Atlantic per sostituire una nave della propria flotta che opera sulla tratta Igoumenitsa-Ancona anch’essa in rimessaggio.

(ha collaborato Andrea Tundo)