Caro Babbo Natale ti scrivo ma di affidare la lettere al nostro efficiente sistema delle Poste non ci penso neanche. Mi scrive su FB Patrizia Piromallo, creatrice di gioie, di Sorrento, non è cugina, siamo solo amiche, per raccontarmi ultima malefatta del servizio celere: “Sono stati giorni di febbrile attesa..peggio di un parto. Ma si sa: affidarsi oggi alle Poste Italiane, è un’impresa ardua come scalare la vetta del Kilimangiaro. Non che sia diffidente di natura, passavano i giorni e del pacco neanche l’ombra. Un piccolo ritardo dovuto alle feste natalizie ci può stare. Ma partiamo dagli albori. La sottoscritta riceve un bell’ordine di un bracciale e spilla con pietre da un’amica,del suo stesso paese d’origine. Mi adopero con lena a realizzare quanto richiestomi, preparo un bel pacchetto e dall’ufficio locale di Sorrento, spedisco il tutto fiduciosa. Passa una settimana e la mia cliente,con molta grazia, mi dice che ancora non è arrivato nulla….dopo 16 giorni, finalmente arriva a destinazione un bel pacchetto manomesso e svuoto del suo contenuto. Ora,io, che sono una personcina educata e rispettosa, che odia le polemiche sterili ma…porcaccia boiaccia, come devo comportarmi? Ho fatto una misera figura con la cliente, mi sono avvelenata il sangue per rifare gli oggetti richiesti e, dulcis in fundo, per lamentarmi con l’ufficio locale, dove l’impiegato non mi ha calcolata nemmeno per una cippa. La soluzione futura da adottare sarà boicottare le Poste Italiane: via il mio conto personale, via la Poste pay e tutti gli altri “disservizi” che vengono offerti. Meglio affidarsi a un buon piccione viaggiatore”.

Vorrei aggiungere adesso la mia esperienza: Benedetta Setti disegna sete e chiffon e decide di mandarmi come cadeaux cinque pochette da mettere sotto l’albero per figli e madre. Si affida nientepodimeno che alla DHL Express, che, visto che mi trovo in Svizzera, promette la consegna entro due giorni. Ne passano 12 e il regalino sembra volatizzato. Nel frattempo mi arriva una lettera datata 13 dicembre con numero di riferimento, telefono e mi informano che il pacchetto è stato bloccato alla frontiera, c’è il forte sospetto di contrabbando di merce non dichiarata. Eppure la signora Setti, aveva precisato numero di pochette da taschino di giacca e motivazione: regalo.

Tranquillizzo Petra Krecek, una solerte adetta al servizio, che faccio altro genere di attività, come quello di scrivere di tutto un po’. Non basta, mi chiede di mandarle email di conferma. Cosa che faccio, ma non devo essere stata sufficientemente convincente, il corriere ad oggi ancora non è arrivato. Costo del disservizio: 50 euro. E dimenticavo, Cuba come dittatura si sta sbriciolando, ma nel seno della Europa abbiamo un paese piccolo e arrogante, isolato dalle montagne e per mentalità, che si sente al di fuori dell’Europa ( e dalla Comunità Europea) ma che ci vive dentro, xenofobo e per certi aspetti, democratico solo a parole. Sotto, sotto…

@januariapiromal