Standard&Poor’s ha abbassato il rating dell’Ucraina a CCC-, cioè un gradino prima del giudizio D che indica il default conclamato, per “il maggiore rischio di insolvenza”. Lo ha fatto sapere la stessa agenzia precisando che le previsioni sul merito di credito del Paese sono negative. Secondo gli analisti di S&P “un default ucraino potrebbe essere inevitabile nei prossimi mesi se le circostanze non cambieranno” e, per esempio, se “un ulteriore sostegno finanziario internazionale non fosse imminente”. L’agenzia di rating cita in particolare “il ritardo” nella erogazione degli aiuti dal Fmi. Il Fondo Monetario, che già in primavera aveva approvato un piano di aiuti da 17 miliardi di dollari per Kiev, stima che il Paese abbia bisogno di altri 15 miliardi di dollari a breve per evitare il collasso ma lo stesso Fmi, gli Usa e l’Ue sono in disaccordo su chi dovrebbe pagare cosa.

Eppure poche ore prima della decisione di S&P, nel pomeriggio di venerdì, una nota dello stesso Fondo Monetario aveva definito “produttivi” i colloqui avuti con le autorità ucraine nel corso della missione a Kiev del team guidato da Nikolay Gueorguiev. Tra il 9 e il 18 dicembre i funzionari del Fondo hanno incontrato il loro omologhi del governo e della Banca centrale per discutere sul piano di riforme. “Le autorità ucraine – ha sostenuto Washington – si stanno preparando a muoversi con decisione su un’agenda ampia e globale per stabilizzare e riformare l’economia, mentre affrontano le difficili sfide emerse nel corso dell’ultimo anno”. In questo contesto, “abbiamo avanzato sostanzialmente la nostra comprensione reciproca delle priorità politiche per il futuro”, ha proseguito la nota precisando che le discussioni continueranno “nelle prossime settimane” e che la missione dovrebbe tornare a Kiev a gennaio.

“Sì abbiamo bisogno di nuovi soldi”, aveva detto all’inizio della settimana il primo ministro ucraino Yarseni Yatsenyuk da Bruxelles formalizzando la richiesta di aiuti comunitari. “Abbiamo fatto molto per rimettere ordine nell’economia, tagliando posti di lavoro, aumentando il gettito fiscale, abolendo privilegi. L’Ucraina ha bisogno di un nuovo pacchetto di aiuti finanziari. Ci aspettiamo alla luce della nostra agenda di riforme di riceverlo”. Dal canto suo il presidente Petro Poroshenko aveva quantificato il fabbisogno del Paese in almeno 10 miliardi di dollari.