“Sono alto, biondo, con gli occhi azzurri..”, così si descriveva, con raffinata ironia, Franco Bomprezzi, “il giornalista in carrozzella”, morto ieri e Milano e che ha dedicato la vita ad abbattere i muri del pregiudizio, della indifferenza, della esclusione sociale. Sino all’ultimo istante, attraverso il suo blog Invisibili, ospitato dal Corriere della Sera, ha continuato a combattere per i diritti degli altri, ad incalzare i cosiddetti “abili” affinché fossero rimosse le barriere, quelle mentali, ancor prima di quelle architettoniche.

A questo obiettivo aveva legato le sue scelte di autore, giornalista (lo ricordiamo negli anni della sua presenza a il Mattino di Padova), di dirigente della Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia Muscolare, di instancabile promotore di riviste e di iniziative culturali. Nella stagione della “egolatria” dominante, aveva scelto di usare se stesso per “illuminare” gli altri, per questo lo vogliamo ricordare attraverso il suo Decalogo per una informazione senza barriere, nella speranza che possa servire a sollecitare la promozione di iniziative, ricerche e borse di studio dedicate a Franco Bomprezzi , “il giornalista in carrozzella”.