“La cooperazione è un mondo sano”. Ha ribadito al congresso nazionale a Roma della Legacoop il presidente Mauro Lusetti, per respingere le accuse che piovono sul settore dopo l’inchiesta mafia capitale. Ma oltre le macchie evidenti, vi sono diverse ombre che appannano l’immagine di un mondo sano. Come quelle dell’universo Unipol, il gruppo finanziario che si occupa di servizi assicurativi. Sono tante le vicende da chiarire. Dalla scalata della Fonsai di proprietà dei Ligresti al caso del dipendente licenziato e ‘spiat0. Dall’Ad Carlo Cimbri indagato per aggiotaggio dalla procura di Milano e Torino, e a capo di diverse controllate del gruppo in violazione delle norme Antitrust, all’acquisizione di quote del Corriere della Sera. Infine l’uscita dall’Ania, l’associazione nazionale tra le imprese assicuratrice tra le proteste dei sindacati: “Unipol segue l’esempio della Fiat di Marchionne, e aggira le regole”. Abbiamo provato a porre delle domande al presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini, oggi al congresso nazionale della Legacoop, ma senza ottenere risposta  di Irene Buscemi