Continuano le indagini sull’omicidio di Andrea Loris Stival. E’ stata effettuata una nuova perquisizione nella casa degli Stival a Santa Croce Camerina. Gli agenti della Polizia Scientifica hanno trovato un mazzo di chiavi e alcuni cellulari di vecchia generazione, apparentemente non in funzione. La perquisizione è stata disposta dalla Procura di Ragusa che vuole acquisire nuovi possibili elementi sulla mamma di Loris, Veronica Panarelloaccusata di aver ucciso il figlio di 8 anni e per questo in stato di fermo nel carcere di Catania.

I telefonini saranno consegnati domani (lunedì 15 dicembre) alla Polizia postale di Catania per degli esami e per accertare cosa contengano e se siano stati utilizzati di recente. Proprio dall’esame dei tabulati telefonici allegati all’ordinanza di custodia cautelare emergono nuovi dettagli su quella mattina di sabato 29 novembre. “E’ tutto a posto, i bambini sono a scuola”: Loris potrebbe esser già morto quando Veronica racconta questa bugia al marito Davide, lontano da Santa Croce Camerina per lavoro.

Fino alle 14.22 di quel sabato, infatti, la 26enne parla al telefono cinque volte con il marito, la prima alle 9.01, vale a dire nei 36 minuti in cui la donna rimane da sola in casa con il figlio e, secondo gli inquirenti, lo uccide. A raccontare il contenuto della telefonata è lo stesso Davide. L’uomo prova a contattare la moglie due volte, prima di riuscire a parlarci, ma il telefono di Veronica risulta irraggiungibile.

Alle 9.01 finalmente ci riesce e i due rimangono al telefono per un minuto e mezzo. “Le ho chiesto subito cosa stava facendo ed ho chiesto notizie dei bambini. Mia moglie – mette a verbale Davide – mi ha risposto che era tutto a posto, che aveva accompagnato i bambini a scuola e, dopo aver fatto un po’ di ordine in casa, si sarebbe diretta a Donnafugata, dove c’era un corso di cucina Bimby”.

Il telefono di Veronica non registra altro traffico fino alle 10.01e secondo la Procura è in questo lasso di tempo che la mamma del piccolo va al canalone di Mulino Vecchio a gettare il corpo del figlio – e alle 10.04 la donna parla nuovamente al telefono con il marito. “Mi ha comunicato che si trovava a Donnafugata dove era arrivata da un po’. Non mi ha comunicato altro” è il racconto di Davide.

In effetti a quell’ora Veronica Panarello era davvero al castello per il corso di cucina. Lo testimonia la direttrice Virginia Piazzese, che agli inquirenti racconta di una Veronica particolarmente trafelata. “L’inizio era fissato alle 9.30 ma di fatto abbiamo dato inizio alla lezione di cucina alle 10.30 a causa di qualche ritardataria e dei tempi necessari per la registrazione di tutti i partecipanti al corso. Veronica – spiega il testimone – giungeva all’evento alle ore 10 circa e, inaspettatamente… sembrava provasse a giustificare il proprio ritardo anche se, di fatto, dopo di lei sono arrivati ulteriori partecipanti. La stessa, infatti, senza che io le avessi chiesto alcunché, mi riferiva le testuali parole: ‘Stamattina ho fatto tutto di corsa! Ho lasciato mio figlio a scuola… poi sono ritornata a casa… ho sistemato il letto… ho dato un colpo di scopa… e mi sono imbandita la tavola'”.

Uscita dal corso, attorno alle 11.45, la mamma di Loris torna verso Santa Croce Camerina. E nuovamente al telefono con il marito prosegue in quella che gli inquirenti ritengono una messa in scena. “L’ho richiamata alle 11.56 e mi ha avvertito – dice Davide – che stava facendo rientro dal corso… poi mi ha detto che era preceduta da un camion e quindi aveva intenzione di superare il mezzo”. Davide prova a contattare la moglie alle 12.16 ma lei non risponde. Lo fa alle 12.23: “Nell’occasione mi ha comunicato che aveva già prelevato” il figlio più piccolo alla ludoteca “e non mi ricordo se mi abbia detto di esser già arrivata presso la scuola di Loris o che ci stava andando”.

L’ultima telefonata tra i due è alle 14.22, quando Davide dopo aver ricevuto la chiamata dei carabinieri che lo avvertivano della scomparsa di suo figlio, contatta immediatamente la moglie. “Mi ha risposto di trovarsi dai carabinieri e che stavano cercando Loris. Ho chiesto subito se lo avesse accompagnato a scuola e lei mi ha risposto che lo aveva accompagnato e che dovevo subito rientrare in paese per contribuire alle ricerche”. Quando Davide arriva a Santa Croce, però, Loris lo hanno già trovato. Morto, gettato nel canalone vicino al Mulino Vecchio dopo essere stato strangolato.

Resta convinto dell’innocenza di Veronica Panarello il suo legale, l’avvocato Francesco Villardita: “Combatterò fino alla fine perché credo nella sua innocenza”. “Battaglierò con mani, piedi e denti – ha aggiunto il penalista – anche perché ho ricevuto molti messaggi di solidarietà per lei. Non credo che l’opinione pubblica l’abbia già condannata, anzi. Secondo me c’è un’Italia divisa tra colpevolisti e innocentisti”.

Intanto la Procura di Ragusa non ha ancora firmato il nulla osta che autorizza la riconsegna della salma di Loris alla famiglia. Per questo non è stato ancora possibile fissare la data dei funerali, a cui la mamma Veronica Panarello ha chiesto di partecipare. Lunedì 15 dicembre i magistrati che seguono il caso e il medico legale Giuseppe Iuvara avranno una riunione per fare il punto della situazione e decideranno anche sull’eventuale data della restituzione del corpo.