La Camera degli Stati Uniti ha approvato la legge di bilancio da 1.100 miliardi di dollari che permetterà di finanziare le attività del governo federale fino alla prossima estate, evitando lo spettro dello shutdown, cioè la paralisi di tutte le attività non essenziali della pubblica amministrazione. La misura è passata nella notte tra giovedì e venerdì con 219 voti contro 206. Il compromesso dà alle agenzie federali una boccata di ossigeno che non sarà però sufficiente per l’intero 2015.

Molti deputati conservatori si sono opposti alla misura, perché non blocca le recenti azioni esecutive (decreti) del presidente Barack Obama in tema di regolarizzazione degli immigrati e stanzia 1,2 miliardi per le agenzie che devono gestire il flusso dei minorenni che attraversano da soli il confine con il Messico. Ma la legge era mal vista anche da parte dei democratici alla Camera, contrari all’allentamento di alcune restrizioni sulle banche previste dalla riforma finanziaria Dodd-Frank e all’aumento del tetto ai contributi che possono essere versati alla politica da parte dei grandi donatori. Obama ha tuttavia sostenuto il provvedimento ed è riuscito a strappare il via libera anche ai democratici titubanti. Ora è necessaria però anche l’approvazione anche del Senato.