“Matteo Renzi venga qui a Gioia Tauro (provincia di Reggio Calabria) e discutere con i lavoratori dell’azienda Demasi che stanno per essere licenziati“. Cisl, Fiom e Uil hanno proclamato lo sciopero della fame fino a quando non ci saranno impegni precisi per salvare i posti di lavoro. La protesta non è nei confronti dell’imprenditore Nino Demasi, ma contro uno Stato che consente agli istituti di credito di non risarcire l’imprenditore vittima dell’usura bancaria. “È un fatto di civiltà – spiega il responsabile della Fiom Pasquale Marino – I lavoratori stanno lottando con le unghie e con i denti per un pezzo di pane. Qui c’è un’azienda che produce ma si è permessa di denunciare le banche perché gli hanno rubato i propri soldi. Si deve preoccupare un governo serio se tale è. Dobbiamo finirla con le belle parole”. “Finché avrò vita continuerò questa battaglia. – aggiunge l’imprenditore Demasi – Lo debbo a me stesso, a i miei figli e ai miei lavoratori. Questa azienda non ha bisogno né di aiuti pubblici, né di elemosina, né di cortesia. Le banche ci hanno proposto tre milioni di euro a fronte di oltre 200 che ho chiesto come risarcimento danni per l’usura bancaria. Se io pensassi solo ai miei interessi, prenderei quei soldi e me andrei dalla Calabria. Ma voglio continuare a fare l’imprenditore a Gioia Tauro. Se nessuno interviene, il 31 dicembre scade la cassa integrazione e dovrò chiudere l’azienda”  di Lucio Musolino