Vorrei segnalare due posti per i più curiosi e appassionati di fisica, matematica, ingegneria e chimica. E mi piacerebbe raccogliere qualche commento sull’argomento, da chi li ha frequentati di recente. Entrambi li conosco, e ogni volta che capito a Milano cerco di farci un salto. Si tratta del nuovo Museo della Scienza e della Tecnica (zona San Vittore), e dello spazio FabLab (via Santa Marta).

Mi riferisco al Museo della Scienza dicendo “nuovo” perché se qualcuno non ci entra da qualche anno, frequentarlo oggi fa un certo effetto. Molti passi avanti sono stati fatti, si respira aria di movimento, lo sguardo è rivolto al futuro. Certo, ci sono sempre le sale di grande impatto, molto sceniche, dal salone con la nave scuola Ebe (una delle più grandi navi a vela del mondo conservata in un museo), a quello con i treni (il mio preferito), al sottomarino Enrico Toti. Ma ci sono anche i nuovissimi laboratori. La scorsa settimana il week end era dedicato alla domotica, e sono stati organizzati diversi incontri a tema: la domotica da utilizzare nelle case, ma anche come strumento più pratico e meno dispendioso che rispetti l’ambiente.

Il prossimo week end sarà la volta di altri due laboratori molto curiosi: “plasticità” (con la creazione della plastica per capire cos’è, da dove viene e come si può utilizzare più di una volta) e “lo spazio: ieri oggi e domani”, si entra in orbita con simulazioni, l’esposizione dell’unico frammento di Luna presente in Italia, la scoperta del sistema solare da un punto di vista inedito, il Big Bang raccontato secondo tutte le teorie. Altre attività molto interessanti sono “il robot da disegno”, “i tubi del vento”, “reazioni a catena”, e “Matematica all’uncinetto”, dove si impara ad eseguire lavori all’uncinetto per “vedere” la matematica, come piani iperbolici e pseudosfere, o costruire il modello di una barriera corallina (liberamente ispirata al Coral Reef Project).

Ma lo spazio che mi piace maggiormente è quello chiamato “Tinkering zone”. Sviluppata dall’Exploratorium di San Francisco a partire da esperienze e ricerche del Mit, è una nuova metodologia educativa per l’apprendimento in Stem (science, technology, engineering, mathematics) con un forte potenziale per lo sviluppo di innovazione, creatività e motivazione. Oggi viene considerata come una modalità molto efficace nel coinvolgere persone con diversi livelli di esperienza e interesse nell’esplorazione di concetti, pratiche e fenomeni legati alla scienza.

Proprio questo ramo si è staccato e sta crescendo in un altro posto di Milano, si tratta di “The FabLab”, uno spazio creativo di grande fascino. Era presente al “Maker faire” di Roma, a fine estate all’Auditorium. I ragazzi che lo hanno allestito sono tutti molto svegli, rapidi, efficienti, appena entri ti prendono per mano e ti portano alla scoperta del loro (nostro) mondo. Fanno, producono, sono instancabili. Si definiscono artigiani di domani, artigiani di ritorno. Hanno idee e creatività. Smanettano con la tecnologia per apprenderla e comprenderla meglio. Provano, si mettono in gioco, smontano oggetti, sperimentano alternative. Per loro il “fai da te” è sempre stato un modo, oltre che un diletto, di soddisfare esigenze personali. L’avvento di nuove tecnologie informatiche a basso costo e larga diffusione (internet, social network, microcontroller, sensori, attuatori) e la nascita di nuove filosofie open source di diffusione e condivisione hanno trasformato l’artigianato in una nuova forma. E qui si può vederla, toccarla, imparare ad usarla. Un consiglio: fateci un salto, vale più di mille spiegazioni, anche solo per vedere le macchine di cui dispongono e che mettono a disposizione di tutti: stampanti 3d, una laser cutter, due frese a controllo numerico, un plotter da taglio, un banco elettronico con saldatori, oscilloscopi e Arduino con molti dei componenti principali per prototipare qualsiasi progetto abbiate in mente.

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