La risposta è arrivata. Ed è positiva. Ma solo per quanto riguarda il metodo. Perché per il resto i rappresentanti del M5s pugliese non risparmiano critiche e attacchi a Michele Emiliano, che all’indomani del trionfo alle primarie del centrosinistra li aveva invitati al dialogo per costruire insieme una “democrazia partecipata. Tradotto: invito accolto con enormi riserve. Il confronto, assicurano i 5 stelle, ci sarà. Ma sono scettici circa la credibilità politica dell’ex sindaco di Bari. Per tutta una serie di motivi, che partono dai risultati del decennio alla guida del capoluogo pugliese e arrivano alla troppa ‘vicinanza’ con il premier Matteo Renzi. Tutta in una domanda, invece, la controreplica di Emiliano. Che scrive: “Quando ci vediamo?”

M5s: “Noi già attivi nel dialogo con le istituzioni sulla nuova legge elettorale pugliese” – Tutto nero su bianco in una nota firmata dai deputati Giuseppe D’Ambrosio, Giuseppe L’Abbate, Emanuele Scagliusi, Giuseppe Brescia, Diego De Lorenzis, Francesco Cariello, dai senatori Maurizio Buccarella, Barbara Lezzi, Daniela Donno, Lello Ciampolillo e dall’europarlamentare Rosa D’Amato. Che dicono: “Forse Emiliano è stato un po’ troppo preso dalla campagna elettorale per le primarie e non si è accorto che sono oramai settimane che ci confrontiamo concretamente con il consiglio regionale per la nuova legge elettorale della Puglia”. A pochi mesi dalle urne che eleggeranno il successore di Nichi Vendola, infatti, la Regione Puglia non sa ancora con quale tipo di metodo andare a votare. In tal senso, i 5 Stelle hanno proposto il cosiddetto ‘Democratellum‘ (scritto insieme a 30mila cittadini) e sono stati ascoltati dal Presidente del Consiglio Onofrio Introna e dalla Commissione competente in materia. Il dialogo con le istituzioni, secondo loro, già c’è (“Seppure una conclusione è ancora lontana” per i troppi interessi di poltrona dei partiti). Ma ciò non significa che non potrà esserci anche con il leader del Pd pugliese.

“Emiliano è un piccolo Renzi di Puglia: usa spot per riempire pagine dei giornali” – “Se Emiliano sente il bisogno di confrontarsi finalmente sui temi, noi siamo disponibili” assicurano i 5 Stelle. Che però passano subito al contrattacco, marcando la loro diversità rispetto alla politica tradizionale. Nonostante l’apertura, infatti, “la differenza tra il Movimento 5 Stelle e il coacervo di forze di centrosinistra è lampante sin dal metodo. Già da settimane, sul territorio pugliese, sono infatti partiti i gruppi di lavoro M5S per redigere con i cittadini il programma della Puglia del futuro – sottolineano – Per noi, la scelta del portavoce è secondaria dinanzi alle necessità dei cittadini della nostra regione. Per i partiti, invece, la poltrona sembra venire sempre prima di ogni cosa”. La seconda parte della nota stampa, poi, è tutta dedicata al passato recente (e non solo) di Michele Emiliano. Il quale, a sentire deputati e senatori grillini, “pare lanciare i suoi 6 forum programmatici credendo forse che i pugliesi abbiano dimenticato l’esperienza dell’Emilab 2009“. L’accusa? Aver utilizzato gli attivisti a lui vicini per la campagna elettorale e poi averli abbandonati a elezioni comunali ormai vinte. “I ragazzi che si erano dedicati anima e corpo e a cui in un primo momento si assicurò uno spazio per discutere di progetti per migliorare Bari, ad elezioni finite furono fatti sloggiare in fretta e furia per riconsegnare la sede al Pd” ricordano i pentastellati. Che in tema di democrazia diretta accusano Emiliano di essere un “piccolo Renzi di Puglia” e di utilizzare il tema della partecipazione solo a mo’ di “spot per riempire le pagine delle cronache politiche”. Nonostante questo, la disponibilità al dialogo “trasparente e concreto” c’è.

“Sì al dialogo, ma ci fa un po’ specie parlare con lui”. E ne elencano le presunte ‘malefatte’ – Tutto ciò prima di passare in rassegna quelle che per loro sono le zone buie dei dieci anni del segretario locale del Pd alla guida di Bari. “Non neghiamo – scrivono gli M5s – che ci fa un po’ specie dover parlare di sanità con Emiliano non disponendo di spigole e cozze pelose, di lavoro con un magistrato che pur di non tornare al suo incarico ha chiesto di fare l’assessore a San Severo per un anno dove ancora lo stanno aspettando per fargli conoscere il comune foggiano e che non risulta abbia mantenuto la promessa della sua campagna elettorale sui 30mila nuovi posti di lavoro”. E ancora: ai pentastellati fa specie confrontarsi “di rifiuti e ambiente con chi, in dieci anni di sua gestione al Comune di Bari, ha portato la raccolta differenziata ad un misero 20%. O peggio di cultura, con chi ha fatto sprofondare tra debiti e scandali, sotto la sua guida, la Fondazione Petruzzelli. O ancora di doppi incarichi e mandati a termine con chi, cinque anni fa, aveva richiesto solennemente di sputargli in un occhio se mai si fosse candidato alla Presidenza della Regione”. Per M5s, insomma, Emiliano ha fallito. “Ora si presenta come ‘Sindaco di Puglia’ ma da Primo Cittadino ha visto precipitare il capoluogo pugliese – accusano – nelle classifiche della sicurezza nell’edilizia scolastica, della vivibilità, della qualità dei servizi. Dubitiamo che le ricette di Emiliano siano in grado di risollevare la nostra terra ma, del resto, il dialogo (per noi che lo reputiamo fondamentale) non si nega a nessuno”.

L’altra accusa: “Sei troppo vicino a Matteo Renzi” – Questo per quanto riguarda i suoi dieci anni da primo cittadino. Perché poi Emiliano per M5s porta con sè un altro peccato capitale: essere vicino a Matteo Renzi. “Non conosciamo la posizione del candidato del centrosinistra su acqua pubblica, rifiuti zero, Ilva, stop al consumo di suolo, trasporti sostenibili, energie rinnovabili, trivellazioni, informazione e trasparenza. Stando alla linea del suo Governo targato Matteo Renzi, le risposte vengono da sé. E sono delle peggiori – continuano i portavoce 5 Stelle – Ma il nostro obiettivo, oggi come quando saremo in Regione, è quello di proporre e appoggiare ciò che farà il bene dei cittadini, senza pregiudizi o prese di posizione sterili. Come a Roma, anche a Bari collaboreremo con le altre forze politiche per il bene comune della Puglia – annunciano – Sul lavoro concreto siamo sempre stati in prima linea e lì rimarremo, senza tirarci mai indietro“.

“Va bene il confronto sui temi, ma noi corriamo da soli” – Poi la chiusura, tutta politica: “Per il momento, il Movimento 5 Stelle condurrà una campagna elettorale per conquistare la Regione Puglia e sottrarla a logiche di potere che perdurano da decenni e che hanno devastato la nostra terra e, quindi, in totale antitesi con una partitocrazia di cui Emiliano è l’emblema, nonostante le sue continue foglie di fico”. Quindi M5s correrà da solo, ma questo era un dato scontato. Diverso il discorso per quanto riguarda i rapporti M5s-Pd: “Se vuole un confronto sui temi, noi siamo disponibili – ripetono i parlamentari pugliesi – forse è il caso, però, che si faccia accompagnare da qualcuno che sia in grado di andare oltre gli slogan e le frasi ad effetto per affrontare, per davvero, le questioni più spinose della nostra Regione“.

La controreplica di Emiliano: “Nessun blog può espellermi se penso a modo mio. Quando ci vediamo?” – Il diretto interessato, però, una volta letta la risposta dei grillini al suo invito, ha controreplicato. Cercando di rispedire le accuse al mittente e rilanciando sul dialogo. “Evviva! Dovrò schivare un po’ di cozze pelose, dovrò tentare di non assomigliare a Renzi, dimostrare che nei miei anni di governo abbiamo creato molti posti di lavoro – scrive Emiliano – che la raccolta differenziata non è al 20 ma al 32,76, che siamo saliti in tutte le classifiche, persino in quella della qualità della vita di 6 posizioni, che Bari è la città meglio amministrata finanziariamente d’Italia (Oscar del Bilancio)”. E ancora: “Dovrò dimostrare che ho la loro stessa posizione sull’acqua pubblica, sull’Ilva, sullo stop al consumo di suolo, sulle energie rinnovabili, sulle trivellazioni, sulla trasparenza, e poi è fatta – dice l’ex sindaco di Bari – Finalmente potrò parlare con i 5 Stelle perché hanno accettato il dialogo”.

Dopo l’ironia, Emiliano puntualizza alcuni aspetti della sua proposta e ribatte alle accuse rivoltegli: “Nel frattempo, è bene precisare che i forum programmatici li ho inventati io undici anni fa e che sono pronto a ricominciare, anche con loro, ragionando su tutti i temi senza nessuna preclusione. Io rispondo solo al popolo pugliese e a nessun altro”. Poi l’ex sindaco attacca a sua volta sul metodo di fare politica del M5s: “Nessun blog può espellermi se penso a modo mio – è il parere di Emiliano – Anzi farò in modo che tutti i militanti 5 Stelle pugliesi che pensano con la loro testa abbiano voce anche nella costruzione del nostro programma. Dimenticavo, anche i presunti debiti del Petruzzelli erano una balla inventata ad arte come poi ho dimostrato”. Infine l’invito, rinnovato: “Se ci incontriamo le balle non reggeranno e anziché perdere tempo con una mia dichiarazione di sei anni fa riferita alle scorse elezioni regionali (che ridere!) – dice il candidato del centrosinistra alle regionali – parliamo dei nostri veri avversari, che sono i problemi dei pugliesi. A lavoro ed alla lotta, cari compagni M5S. Quando ci vediamo?”.