“Non un’alleanza di tipo classico, con tanto di programma condiviso e sottoscritto. Ma una condivisione di idee programmatiche che provengano dagli attivisti e dagli eletti impegnati sui vari territori”. La nuova frontiera del possibile dialogo tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle passa dalla Puglia. O, meglio, dal candidato del centrosinistra alle elezioni regionali del 2015. Perché Michele Emiliano, dopo aver vinto le primarie con record di consenso (57%) e affluenza (140mila votanti), ora punta a riuscire dove Renzi ha fallito: lavorare insieme ai grillini. La macchina organizzativa è già partita: “Nelle prossime settimane convocheremo 6 forum programmatici, uno in ogni provincia pugliese – dice l’ex sindaco di Bari a ilfattoquotidiano.it – L’obiettivo è raccogliere spunti e idee dei cittadini e di quegli esponenti politici che vorranno partecipare alla stesura del nostro programma. Questo è un metodo che mi sembra molto vicino a quello dei 5 stelle“.

Invito ufficiale? “Sì, lo è” continua Emiliano. E non è detto che la “sfida” (Emiliano dixit) sia irrealizzabile. Perché in Puglia M5s vive un momento complicato. Tra scissioni (è successo alle comunali di Bari) e malcontento della base nei confronti di alcuni deputati (gli strascichi delle parlamentarie del 2013 non sono stati del tutto superati), la tentazione di rispondere positivamente alla chiamata del segretario regionale del Pd potrebbe rivelarsi un’opportunità condivisibile per molti. Emiliano accelera: “Questi forum saranno una sperimentazione della partecipazione attiva che si declinerà nelle competenze della Regione nelle varie province. Sembrano fatti appositamente per M5s“. Perché? “Perché saranno solo il primo passo di una proposta di legge che faremo alla Regione”.

Non un’alleanza, ma una condivisione di idee programmatiche da attivisti ed eletti impegnati sul territorio

Una legge regionale sulla partecipazione attiva? “Esattamente. In un momento di crisi della politica e di trionfo dell’antipolitica – spiega – vogliamo organizzare degli spazi di dibattito con i soldi della politica (così si sa dove vanno a finire) in cui i cittadini possano esprimere il loro parere su determinate questioni“. Esempio: se un’opera pubblica non piace ai cittadini, questi ultimi avranno la possibilità ‘istituzionale’ di essere contrari? “Sì, ma ovviamente nel rispetto della Costituzione“. Ovvero? “Chiederemo alla Regione di modificare lo Statuto per poter inserire in determinati provvedimenti un allegato in cui sia scritto nero su bianco da che parte sta la gente – dice Emiliano – Tutto questo per la massima trasparenza possibile e perché, se un provvedimento è inviso a coloro che abitano un territorio, chi amministra non può non tenerne conto. E se non se ne tiene conto, comunque il parere negativo resta agli atti”.

Il dialogo con M5s, però, su Ilva potrebbe arenarsi prima di partire. Emiliano la pensa come Renzi (“Nazionalizzare, bonificare e poi, al limite, vendere a prezzi adeguati”), M5s è per una riconversione del sito industriale. “Ma l’importante è sedersi a un tavolo e confrontarsi. Con i numeri alla mano però – sottolinea Emiliano – perché senza i conti i sogni stanno a zero”. Confronto, dialogo, condivisione di idee programmatiche: parole che non sembrano andare a braccetto con i progetti di Nichi Vendola, alleato (riottoso) in Puglia, ma avversario su scala nazionale dopo il lancio della sua Human Factor come federazione della sinistra non renziana. “Le alleanze si realizzano a seconda del territorio dove si opera – taglia corto Emiliano – Proprio per questo motivo ho voluto fortemente le primarie in Puglia, perché il rapporto con Sel deve rimanere e rimarrà”.

Sull’alleanza con l’Udc deciderà il tavolo del centrosinistra, di cui fa parte anche Vendola. Che è persona leale

Ma sull’apertura all’Udc le posizioni sono incompatibili. “Deciderà il tavolo del centrosinistra, di cui fa parte anche Vendola” ribadisce Emiliano. Che però nei giorni scorsi si era detto favorevole a un’entrata dei centristi in coalizione. “Nel 2010 hanno corso da soli e hanno tolto voti al centrodestra, che poi ha perso. In questi anni hanno votato molti provvedimenti della giunta Vendola, tra cui la variazione di bilancio – sottolinea – Qui, ripeto, è una questione di trasparenza“. Ma trasparente è anche l’iniziativa congiunta di Ncd e Udc, che a breve formeranno gruppi unici a Camera e Senato. E Vendola, quando vede Ncd, non sente ragioni. Potrà mai accettare un’alleanza nella regione che ha governato per 10 anni con chi in Parlamento è una cosa sola con gli alfaniani? Difficile. Eppure Emiliano è sicuro: “Vendola è una persona leale, non ci saranno sorprese”. Si vedrà al prossimo vertice del centrosinistra pugliese.