La delibera della Giunta regionale veneta sulla Festa della famiglia naturale è un esempio utile ad evidenziare le notevoli differenze tra politiche di destra e  di sinistra. La giunta, a guida Lega Nord-Forza Italia, ha indetto per il 23 novembre una festa delle famiglie “autentiche”, fondate sull’unione tra uomo e donna rinsaldata nel matrimonio (pur usando locuzioni ambigue intendono questa forma particolare). L’esempio è calzante per mostrare quale abisso separi le due aree politiche, quanto, per chi voglia leggere la realtà e non procedere per slogan, non siano sovrapponibili destra e sinistra. Sembra strano affermarlo ora, quando un qualunquismo volto a uniformare comportamenti ed obiettivi in chi governa, appare in crescita, così come pare risibile quella sinistra che se ne compiace, tendendo a sua volta a voler somigliare alla destra.

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La persona al centro di tutto, da quando nasce a quando muore, questo deve stare sempre più nelle volontà di quella sinistra vera, non solo moderna, che rappresentiamo. La libertà nel senso più profondo e autentico del termine. Un’area politica che non si chiude nel passato e nella paura del nuovo, ma che accompagna l’evoluzione della società in modo attento e sensibile. Questo è il definitivo e non conciliabile principio che divide le due sfere. La destra rimane indietro, ancorata a modelli arcaici, timorosa della conoscenza e quindi dell’innovazione, volendo inquadrare, fin dalla nascita, ciascuno in una casella precondizionata, con regole e leggi valide dall’alba dei tempi e per l’eternità. Basti pensare alle parole, rilasciate in un’intervista dall’assessora del Veneto Elena Donazzan, secondo la quale la scuola dovrebbe fugare ogni dubbio ai bambini dando loro punti fermi. Ed è invece proprio il contrario, la scuola dovrebbe coltivare la cultura del dubbio, dello sguardo critico su tutto, della ricerca come metodo per avvicinarsi alla soluzione, mai definitiva, mai fideistica.

Così la destra veneta occupa le scuole per indottrinare i ragazzi, timorosa del dubbio. La sinistra vera, autentica, nella critica cerca la sua strada e cerca le risposte, sempre attenta alle nuove forme che nascono e vivono nella società, non per giudicarle con modelli preconfezionati o già visti, nessuna conservazione ma capacità di accoglienza e utile accompagnamento legislativo e sociale.