Femminismo ed immaginario comune maschile, quale disamina potrebbe nascere riguardante le fantasie che la parola femminista scatena quando arriva alle orecchie degli uomini. Relativamente scontato conoscere le idee in proposito dei maschi che hanno acquisito o dimostrato una sensibilità adeguata per affrontare questo argomento con cognizione di causa, purtroppo pochi e non rappresentativi della forma mentis generale del loro genere. Tutti gli altri hanno reazioni abbastanza stereotipizzate.

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Nessuna accusa agli uomini, ma mettiamoci in discussione. Non è raro che, quando il maschio comune sente parlare di femminismo, pensi di essere attaccato, a prescindere dal contesto e dalla situazione in cui viene utilizzata la parola, o possa comunque etichettare, come femminista, qualsiasi cosa detta da una donna, sulla quale non sia d’accordo, e che abbia una qualche pertinenza ai ruoli di genere.
Se femminismo viene troppo spesso interpretato come una invariabile monotematica accusa al genere maschile, è vero che un certo femminismo lo è stato e lo è tutt’ora con buona pace delle femministe.
Nella mia modesta esperienza, in questi anni di attività, non ho incontrato però un unico femminismo, nessun movimento granitico, compatto ed unito, bensì una pluralità di opinioni, idee e convinzioni che hanno provato a scardinare i luoghi comuni, talvolta mettendo al centro la donna e relegando l’uomo a lupo cattivo, talvolta auspicando e lottando per un affiancamento paritario sulla scena politica, sociale, culturale, lavorativa ed umana con l’altro sesso. Lungi da me voler ridurre a queste due posizioni ciò che ha portato e porta con sé il lavoro di emancipazione femminile, ma mi permetto una volontaria semplificazione per intendersi.

Femminismo e maschilismo etimologicamente hanno molto in comune, il primo termine deriva da femmina, il secondo da maschio, entrambi utilizzano il suffiso -ismo, desinenza di solito indicante una corrente ideologica basata sul significato della prima parola, spesso in forma estremizzata.

Il maschilismo ha valore universalmente negativo, rappresenta un atteggiamento psicologico e culturale fondato sulla presunta superiorità dell’uomo sulla donna.
Il femminismo ha invece (o dovrebbe avere) valore universalmente positivo, rappresenta il movimento delle donne con la sua successiva teorizzazione, nato con la rivoluzione industriale e che ha come obiettivo dichiarato il raggiungimento della parità di diritti ed opportunità con gli uomini.

Il femminismo però può assumere, agli occhi di un uomo, un carattere negativo fatto di circospezione e stereotipi.
Femminismo non dovrebbe significare una sorta di maschilismo al contrario, ma per molti uomini è così. Sei femminista? Allora sei contro il genere maschile. Non esistono femminismi a favore dei maschi. Tifoserie da calcio, gli uomini da una parte e le donne dall’altro. Beh, qualche motivo in più le donne ce l’avrebbero per essere arrabbiate e “femministe”, con buona pace dei maschi (listi?), l’emancipazione è stata ed è tutt’ora principalmente una loro conquista, niente di piovuto dal cielo, sebbene accolta, incoraggiata o ostacolata da sensibilità diverse tra gli esponenti dell’altro sesso. Ancora oggi una donna non è libera, come un uomo, di camminare per strada di sera, ad esempio, e ciò che teme non sono altre donne, ma sempre uomini.

C’è chi ancora poi, tra gli uomini, si ostina a pensare che pari diritti e opportunità siano una concessione ( il patriarcato buono), anziché mettersi nell’ottica della legittima e libera autodeterminazione femminile.
Io stesso, a volte, quando sento la parola femminista è come se dovessi mettermi un guardia e stare attento a quanto vado dicendo, ma fortunatamente è più una esperienza indotta dall’assuefazione ai luoghi comuni che reale, molte donne che ho incontrato mi hanno insegnato come non appartengano ad una categoria facile da incasellare in costrutti mentali che mi posso creare.
L’altro, a prescindere dal sesso, va rispettato con la sua rabbia ed insofferenza, anche quando viene ad esprimersi in forme poco funzionali, soprattutto se si fa parte di quella categoria di persone che hanno permesso, quando non voluto ed incoraggiato, la situazione che si vuole cambiare.