Il Consiglio superiore della Banca d’Italia ha stabilito una riduzione dei compensi del governatore Ignazio Visco e degli altri membri del direttorio. Il compenso di Visco   passerà da 495mila a 450mila euro. Un’ulteriore limatura dopo i corposi tagli degli ultimi anni: tre anni fa il numero uno di Via Nazionale guadagnava 758mila euro, portati a 550mila nel 2012 e poi decurtati fino al livello attuale. Per il direttore generale Salvatore Rossi la delibera, emessa durante la riunione del 30 ottobre, prevede invece un alleggerimento della busta paga da 450mila a 400mila euro. Anche in questo caso, la cifra in passato era ben più “rotonda”: il dg nel 2011 aveva diritto a 593mila euro. I vice dg, il cui compenso ammonta dall’anno scorso a 315mila euro contro i 441mila di tre anni fa, non subiranno invece altre decurtazioni. Tutti gli stipendi restano superiori al tetto di 240mila euro stabilito dal governo Renzi per i dirigenti della pubblica amministrazione nel decreto Irpef: un’eccezione che, come chiarito anche da un “parere” della Bce, si giustifica sulla base del principio di autonomia e indipendenza della banca centrale dal potere esecutivo.

Per quanto il resto del personale il Consiglio, spiega la delibera, “ha rilevato come il problema di un’eventuale applicazione del tetto dei 240.000 euro di fatto non si ponga, visto che le retribuzioni complessive imponibili dei dipendenti della Banca, peraltro oggetto di contrattazione collettiva, rientrano tutte entro quel valore. In particolare, le retribuzioni complessive imponibili per il grado gerarchico massimo di Funzionario generale (in tutto 10 dirigenti) sono state ricomprese nel 2013, escludendo il solo compenso per prestazioni oltre l’orario di lavoro contrattuale (in media 22.000 euro), fra i 188.000 e i 217.000 euro”.

In ogni caso, a fronte della necessità “di mantenere la capacità di attrarre i migliori giovani che si affacciano al mondo del lavoro, anche offrendo retribuzioni competitive su scala internazionale”, il Consiglio ha espresso l’avviso “di confermare le politiche di selezione, formazione e retribuzione finora perseguite per salvaguardare il tenore qualitativo della compagine e assicurare che i compiti istituzionali all’interno dell’Eurosistema siano svolti in modo efficace e competitivo”.

Il Consiglio ha infine indicato la necessità di “proseguire nell’azione di contenimento della dinamica del monte retributivo complessivo, anche con un attento governo del turn-over”.