Martedì è atteso il giudizio della Commissione europea sulla legge di Stabilità e Pier Carlo Padoan, inaspettatamente, ha scritto una lettera ai vertici di Bruxelles, dicendosi fiducioso del loro appoggio sulle riforme del governo italiano. Il ministro ha descritto in più punti l’ambizioso piano di riforme varato dall’Italia, rimarcando la sostenibilità del debito e quella, a lungo termine, del sistema pensionistico, “già tra i più solidi grazie alle riforme del passato”. La lettera, indirizzata al commissario Pierre Moscovici e al vicepresidente Valdis Dombrovskis, malgrado parli di una ripresa economica “timida e fragile”, riassume l’ottimismo e l’ambizione di Padoan, già espresso nei giorni scorsi, sul verdetto, il cui esito è però tutt’altro che scontato, come farebbero pensare gli editoriali sul Financial Times e Les Echos del commissario tedesco Gunter Oettinger – molto vicino alla Merkel – in cui accusa la Francia di lassismo sulle riforme.

“Sono fiducioso che le riforme senza precedenti intraprese dall’Italia saranno sostenute chiaramente dalle istituzioni europee – scrive Padoan nella missiva pubblicata sul sito del Ministero dell’economia e delle Finanze – la miglior strategia – si legge – è quella di attuare il piano del governo che è coerente con le raccomandazioni volte a migliorare la competitività del Paese e per stimolare la crescita”. Durante il weekend saranno i capi di gabinetto dei commissari a prendere in mano tutto il delicato dossier economico e la lettera, inviata a Moscovici, commissario europeo per gli Affari economici e monetari, e a Dombrovskis, commissario al Dialogo sociale, suona come un’ulteriore richiesta di considerare gli sforzi di Palazzo Chigi in materia di riforme, malgrado l’ostentata sicurezza sull’apprezzamento dell’Ue.

Il governo, ha scritto il ministro, sta portando avanti “un processo ambizioso e di ampio respiro volto a dare al Paese l’assetto istituzionale, le regole e gli incentivi più appropriati per stimolare la crescita, la competitività e l’occupazione”, spiegando che  i prossimi mesi saranno cruciali. “La ripresa comunque – si legge nel testo – sarà timida e fragile nel 2015″. Il titolare del Tesoro ha parlato del Jobs act, che “creerà più occupazione” e influirà sulla sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico, e del debito pubblico: “Quello italiano è secondo tutti gli indicatori chiave di lungo termine, più sostenibile di quelli della maggior parte dei paesi della Ue dal momento che le vulnerabilità derivanti dall’invecchiamento della popolazione sono state affrontate con una riforma delle pensioni di largo respiro e con stretti controlli sulla spesa sanitaria”.

“La riduzione del debito – dice Padoan – scaturirà anche dall’impegno del governo italiano per il suo ambizioso programma di privatizzazione delle imprese e delle attività statali”, che, secondo il ministro, dovrebbe portare a un incremento del Pil dello 0,7%. “Tuttavia chiuderemo il 2014 – ricorda – con un tasso negativo di crescita del Pil per il terzo anno consecutivo. L’aumento del divario tra il debito e il Prodotto interno lordo – spiega – non è dovuto a una politica fiscale allentata ma riflette la liquidazione degli arretrati della P.A, la crescita negativa e i contributi per la stabilità finanziaria della zona Euro”, ribadendo l’importanza dei soldi italiani per le casse di Bruxelles.