Un nuovo messaggio per minacciare l’Occidente, ma soprattutto per dimostrare di essere vivo. L’Isis ha diffuso una nuova registrazione audio attribuendola al suo leader, Al Baghdadi, dato per ferito e in condizioni molto gravi nei giorni scorsi. “La marcia dei mujaheddin proseguirà fino a quando non raggiungerà Roma. I missili dei crociati non fermeranno la nostra avanzata”. Nel messaggio audio il leader jihadista invita anche a “portare i vulcani della jihad a eruttare ovunque. Non ci fermeremo fino a che non conquisteremo Roma“.

Si tratta del suo primo messaggio audio da quando l’alleanza guidata dagli Stati Uniti ha cominciato a bombardare in Iraq e in Siria le postazioni dello Stato islamico. Nella registrazione di 17 minuti Al Baghdadi incita i suoi seguaci a portare avanti il loro jihad contro “i crociati” e afferma che i suoi combattenti “non lasceranno mai la lotta, anche se rimanesse solo un soldato“. La registrazione sembra autentica, secondo Site sito americano di monitoraggio dell’estremismo islamico sul web, perché la voce sembra corrispondere alle precedenti incisioni diffuse dal gruppo.

La registrazione sembra autentica. Ma quello che conta è che nel messaggio ci sono chiari riferimenti a eventi successivi al suo ferimento

Ma quello che conta è che nel messaggio c’è un riferimento all’invio di altri 1.500 soldati americani annunciato dalla Casa Bianca il 9 novembre, il giorno dopo la notizia del suo ferimento o addirittura uccisione in un raid aereo Usa. “Obama ha deciso l’invio di altri 1.500 soldati, definendoli consiglieri militari perché i bombardamenti giorno e notte contro le posizioni dello Stato islamico non hanno impedito la sua avanzata né indebolito la sua volontà” dice il califfo.

Nel messaggio sono citati inoltre eventi ancor più recenti come l’impegno del gruppo Ansar Beit al Maqdis e combattenti in Libia, Arabia Saudita e Yemen che risalgono all’11 novembre. “È solo una farsa mediatica la partecipazione alla crociata (contro l’Isis) dei piloti effeminati tra i soldati dei governanti del Golfo. Gli ebrei e i crociati non hanno bisogno di questi piloti e dei loro aerei” declama aggiungendo che “l’America, l’Europa, l’Australia, il Canada e i loro schiavi tra i governanti delle terre d’Islam saranno terrorizzati dallo Stato islamico”.

Il leader dell’Isis ricorda ancora una volta che l’obiettivo è di espandere il Califfato ad altri paesi: Yemen, Egitto, Libia e Algeria, e ripete la minaccia a Roma, capitale della cristianità, intesa come simbolo dell’Occidente. Proprio come aveva fatto a luglio nel sermone alla moschea di Mosul in cui si autoproclamò Califfo. “Dio ci ha ordinato di lottare – prosegue nel sermone – per questa ragione i soldati dello Stato islamico stanno lottando e non lasceranno mai il combattimento, perché rifiutano l’umiliazione“.