Voleranno a Johannesburg per interrogare l’uomo che chiese di allontanare Mario Mori dai Servizi segreti negli anni ’70. Dalle autorità sudafricane è infatti arrivato il via libera alla rogatoria chiesta dai pm che indagano sulla Trattativa Stato – mafia al ministero degli esteri italiano: i pm Roberto Tartaglia, Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Nino Di Matteo volevano infatti interrogare Gianadelio Maletti, l’ex numero due del Sid, il servizio informazioni della difesa, l’antenato del Sismi. E in queste ore la richiesta avanzata dalla Farnesina alle autorità sudafricane ha ricevuto esito positivo: i pm palermitani dunque potranno recarsi a Johannesburg per interrogare l’ex 007 attivo nell’Italia degli anni di piombo.

Dal 1971 al 1975 Maletti ha infatti diretto l’ufficio D del Sid, ovvero quello che si occupava di controspionaggio. E mentre l’Italia intera era squarciata dalle bombe, negli uffici dell’intelligence nostrana andava in onda una guerra intestina che vede contrapporre Maletti e il generale Vito Miceli, a capo del Sid fino al 1974. Poi Miceli viene defenestrato, al suo posto arriva Mario Casardi e Maletti invia un appunto per chiedere che dal Servizio venga allontanato Mario Mori, all’epoca giovane capitano in forza al raggruppamento centri di controspionaggio di Roma.

Dal 1971 al 1975 Maletti ha diretto l’ufficio D del Sid, ovvero quello che si occupava di controspionaggio 

Mori è considerato un fedelissimo di Miceli, ed è proprio quando il generale viene coinvolto dallo scandalo dell’inchiesta sulla Rosa dei Venti (poi confluito in un unico processo romano insieme all’indagine sul golpe Borghese) che Maletti chiede l’allontanamento del futuro generale del Ros dal Sid e dalla capitale. Richiesta accettata da Casardi con Mori che viene spedito a lavorare a Napoli, per rientrare a Roma solo il 16 marzo del 1978, proprio il giorno del rapimento di Aldo Moro.

Adesso i pm vogliono chiedere all’ex 007 fuggito in Sudafrica per quale motivo auspicasse l’esilio di Mori

Adesso i pm vogliono chiedere all’ex 007 fuggito in Sudafrica per quale motivo auspicasse l’esilio di Mori, imputato al processo sulla Trattativa insieme a politici, boss mafiosi e gli ex colleghi Giuseppe De Donno e Antonio Subranni. Dopo l’esilio imposto a Mori, la carriera di Maletti precipita in pochissimo tempo: nel 1975 viene rimosso dall’incarico ai vertici del Sid, poi l’anno dopo finisce agli arresti, quindi arriva la condanna in uno dei processi per i depistaggi sulle indagini della strage di Piazza Fontana. Una sentenza che diventa definitiva nel 1987, quando Maletti è già fuggito in Sudafrica da sei anni, e può già contare su un nuovo passaporto sudafricano. Da lì tornerà in Italia solo una volta, nel marzo del 2000, grazie ad un salvacondotto per testimoniare al processo su Piazza Fontana: in quell’occasione racconterà come dietro le stragi degli anni ’70 ci fosse la regia dei servizi segreti atlantici.