Doveva essere la partita più temuta della stagione: in realtà Napoli-Roma, in programma sabato 1 novembre alle 15 al San Paolo, non sarà neppure un evento “ad alto rischio”, stando almeno alle indicazioni delle autorità. La Prefettura e la Questura di Napoli, infatti, non hanno predisposto alcun piano di sicurezza particolare. Anzi, le forze messe in campo saranno inferiori a quelle di altre partite del campionato in corso, ritenute più pericolose. Il big match non lo è più considerato, dal momento che la trasferta è stata vietata ai tifosi giallorossi. E quindi in città non sono attesi disordini, e neppure problematiche specifiche. Queste, almeno, sono le previsioni della vigilia.

Di questo Napoli-Roma si parla da mesi, ancor prima che venisse sorteggiato il calendario della Serie A: praticamente dallo scorso maggio, dalla morte di Ciro Esposito, l’ultrà napoletano ucciso nel corso di un agguato (leggi) prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina disputata nella Capitale (leggi). Una resa dei conti fra le due tifoserie il giorno in cui Napoli e Roma si fossero incrociate di nuovo in campionato era la grande paura di tutti. Anche del Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, che a metà ottobre ha deciso di escludere i residenti nel Lazio dalla vendita dei biglietti per gli “elementi di pericolosità, concordi, attuali e concreti, aggravati dalla criticità strutturale dell’impianto”.

Il provvedimento è stato accolto con un sospiro di sollievo dalle autorità napoletane: la presenza in città degli ultras giallorossi sarebbe stata fonte di grande tensione, e avrebbe richiesto uno spiegamento di forze per garantire l’ordine pubblico. Così, invece, il match è stato “derubricato”: non partita cerchiata tre volte in rosso sul calendario, e neppure evento ad alto rischio, ma semplice incontro “senza particolari criticità”; i problemi dovrebbero limitarsi a qualche coro e striscione offensivo sugli spalti. Materiale comunque per il giudice sportivo, non per le forze dell’ordine. La Questura ha predisposto i normali servizi di controllo attraverso un “congruo” numero di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, per cui non è previsto alcun rafforzamento. Mentre la Prefettura ha disposto il divieto di vendita di bottiglie di vetro tre ore prima e due ore dopo la partita nei dintorni dello stadio. Tutte procedure ordinarie, a Napoli non c’è allerta: la Questura esclude anche l’arrivo di frange isolate di tifosi, in cerca dello scontro.

L’unica presenza romanista in città, salvo sorprese, dovrebbe essere allora proprio quella della squadra di Rudi Garcia. Per questo le misure principali riguardano i giocatori: l’ufficio sicurezza della società ha predisposto un protocollo di sicurezza “top secret“. Per il momento si sa solo che la squadra dovrebbe recarsi a Napoli in aereo, per evitare di prendere il treno (come sarebbe dovuto accadere normalmente), eliminando il problema dell’eventuale presidio della stazione, che si trova in pieno centro del capoluogo partenopeo. Con le stesse modalità i calciatori dovrebbero anche far rientro a Roma. Mentre il pullman della squadra sarà seguito dagli agenti in tutti gli spostamenti all’interno della città, dall’aeroporto all’albergo (in località non rivelata), e poi allo stadio (dove sono previsti oltre 50mila spettatori, record stagionale per il San Paolo). Per evitare disordini sugli spalti, inoltre, i giocatori non convocati resteranno a casa. Indiscrezioni, comunque, che la società non ha voluto confermare: “Meno dettagli si conoscono, più semplice sarà evitare problemi e restare tranquilli”. A Trigoria vogliono pensare solo al campo e ridurre al minimo le fonti di disturbo della squadra: c’è una grande partita da giocare, e una corsa scudetto da proseguire. Senza interferenze extra-calcistiche, si augurano tutti.

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