Stop alla vendita degli immobili della Rai e di quote delle sue partecipate. Cancellata la possibilità, per le Regioni, di appaltare in via provvisoria i lavori di edilizia scolastica entro il 28 febbraio 2015. Via i 10 milioni assegnati alla Terra dei fuochi e i 100 per i lavoratori socialmente utili di Napoli e Palermo. Bocciati anche gli stanziamenti per l’istituto di valutazione del sistema scolastico (Invalsi). La commissione Bilancio della Camera, nel parere sulla legge di Stabilità da trasmettere alla presidente Laura Boldrini, ha chiesto lo stralcio di 24 norme considerate “microsettoriali” o “ordinamentali”. E dunque incompatibili, per legge, con la manovra di finanza pubblica. La decisione finale, comunque, spetta alla Boldrini.

Stando alle richieste della Bilancio dovrebbero saltare i 10 milioni per l’imprenditoria giovanile in agricoltura e i fondi per la filiera agroalimentare. Tra gli altri articoli bocciati c’è anche quello che autorizza la tv pubblica a cedere “immobili o quote delle partecipate”, dando così il via libera alla quotazione di RaiWay, la società che ha in pancia le torri di trasmissione. Semaforo rosso anche per i 100 milioni di fondi stanziati per gli Lsu di Napoli e Palermo e i 10 destinati, tra 2015 e 2017, alla Terra dei fuochi. L’Invalsi non riceverà 10 milioni una tantum per il proprio funzionamento e non potrà avviare un piano straordinario di assunzioni. Via pure il finanziamento di 5 milioni di euro a sostegno degli istituti musicali pareggiati e di 1 milione per le accademie non statali di belle arti. E dovrebbe scomparire la norma che introduceva di una sede universitaria permanente per gli studi di ingegneria nell’ambito del polo di ricerca e di attività industriali ad alta tecnologia di Genova.

La Bilancio chiede anche di stralciare il comma che prevede che i controlli di primo livello sull’utilizzo dei fondi comunitari del piano operativo Istruzione siano effettuati dai revisori dei conti. Da togliere, infine, le norme sulla rappresentanza militare, la riorganizzazione degli organi giurisdizionali militari (che avrebbe ridotto gli uffici giudiziari e riassegnato il relativo personale) e il comma sulla cumulabilità dei trattamenti accessori per il personale non appartenente al ruolo sanitario di livello dirigenziale del Ministero della sanità.