Uno “scandalo a luci rosse” per vendetta. O per un ricatto? Emilio Fede, ex direttore del Tg4, ritorna a essere protagonista di una inchiesta della Procura di Milano per alcune immagini e video definite “scottanti”. Nell’indagine, aperta da circa tre mesi come riporta La Stampa, è indagato oltre al giornalista con l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione e il suo personal trainer, Gaetano Ferri, ex pugile con precedenti, accusato invece di tentata estorsione ai danni di Fede. Considerato che il fatto il reato di associazione a delinquere prevede almeno tre indagati gli inquirenti, evidentemente, hanno iscritto altre persone o non hanno ancora individuato gli ignoti.

La vicenda appare complessa e ha al centro delle immagini pornografiche che ritrarrebbero un altro dirigente Mediaset e addirittura il presidente, Fedele Confalonieri. Gli scatti e le immagini, secondo la ricostruzione del quotidiano torinese, sono saltate fuori il 28 marzo 2012, nel giorno del rocambolesco licenziamento di Fede, per poi sparire fino a quando non sono riapparse fuori durante una perquisizione a casa di Ferri, nel frattempo invischiato in una vicenda di file audio che riguardavano i rapporti tra Ruby e Berlusconi finita nel mirino della Procura di Monza. Le immagini, però, potrebbero essere dei fotomontaggi: almeno è questa la prima analisi dei periti incaricati.

“Ho appena mandato una nota a Mediaset per chiarire che la foto di cui si parla era stata immediatamente consegnata da me ad un autorevole personaggio del Gruppo – ha dichiarato Fede all’Ansa – Io non ho ancora ricevuto nulla”. Quanto all’ipotesi di un ricatto o una vendetta verso Mediaset dice: “E perché avrei dovuto farlo? avevo già firmato con loro un contratto da consulente editoriale fino al 2015. Quella foto, l’unica che io ho visto e di cui conosco l’esistenza, mi era stata portata da Gaetano Ferri. La foto ‘scabrosa’ ritraeva un importante manager del gruppo. Si capiva che era un fotomontaggio e ho cercato di mettermi in contatto con lui per consegnargliela ma in quei giorni è stato impossibile vedersi. Così ho chiamato un’altra importante personalità del gruppo. Tutto ciò non accadeva il mio ultimo giorno da direttore di Rete4 a Mediaset, con cui comunque avevo già firmato un nuovo contratto settimane prima e la persona a cui ho dato la foto non era l’avvocato Pasquale Straziota (che aveva consegnato la lettera di licenziamento al giornalista, ndr). Di quella foto o di altre di quel genere se esistono – ripete ancora il giornalista – non ho più saputo nulla e non capisco come un magistrato possa dare credito ad un personaggio come Ferri. C’è piuttosto da chiedersi perché questa storia venga fuori proprio adesso alla vigilia della sentenza d’appello del mio processo. Una sentenza che potrebbe, ripeto potrebbe – si è augurato – essere a mio favore”.