Il direttore del Tg4 Emilio Fede

Licenziato, quasi cacciato. Dopo 19 anni Emilio Fede non è più il direttore del Tg4. La notizia è stata comunicata da Mediaset in una nota dal contenuto inequivocabile: “In una logica di rinnovamento editoriale della testata, cambia la direzione del Tg4” hanno fatto sapere dal Biscione. Poi la spiegazione della svolta e la comunicazione del suo successore: “Dopo una trattativa per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro non approdata a buon fine, Emilio Fede lascia l’azienda. Mediaset ringrazia per il lavoro svolto in tanti anni di collaborazione e per il contributo assicurato alla nascita dell’informazione del gruppo”. Un comunicato che contiene una contraddizione in termini: se la “risoluzione consensuale” non è “andata a buon fine”, Fede non ha “lasciato Mediaset”: è stato costretto a lasciare, è stato messo alla porta. In una parola: licenziato. Questioni terminologiche a parte, da domani il Tg4 avrà una nuova guida: a prendere il posto dell’amico (ex?) del Cavaliere sarà Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto (il tg di Italia1 di cui manterrà la responsabilità) e una carriera interamente vissuta nell’azienda dei Berlusconi, gruppo nel quale Fede era entrato nel 1989 dopo i 25 anni in Rai, dove è stato anche alla guida del Tg1.

Giovanni Toti: ecco chi è il nuovo direttore del Tg4

Da tempo, Fede aveva annunciato l’intenzione di lasciare Mediaset a giugno (in vista delle 81 primavere), o comunque entro il 2012, ipotizzando anche la possibilità di scendere in politica, naturalmente nel Pdl che non ha mai fatto mistero di sostenere. Aveva però a più riprese smentito di aver raggiunto un accordo con l’azienda, mentre circolavano indiscrezioni mai confermate su una buonuscita milionaria, con cifre oscillanti tra i 5 e i 10 milioni. Nella trattativa di questi mesi si è discusso di soluzioni consensuali, come la possibilità per Fede di continuare a condurre un programma di prima o seconda serata, di restare in azienda come consulente, di diventare – come ha spiegato lui stesso – direttore editoriale dell’informazione. Poi lo strappo del Biscione: Fede va via, e avrà dunque quello che gli spetta in base al contratto. A poco, evidentemente, sarebbe valsa, nello showdown finale, quella fedele devozione al Cavaliere che ha rivendicato fino all’ultimo minuto.

Gli ‘storici’ fuorionda di Fede

L’avvicendamento ‘coatto’, tuttavia, è arrivato dopo giorni in cui il suo nome è comparso spesso sulle pagine dei giornali. Solo ieri, ad esempio, l’ormai ex direttore del Tg4 aveva parlato di “un preciso disegno” per screditarlo dopo che alcuni giornali avevano raccontato di una denuncia contro Fede: il giornalista avrebbe cercato di versare sul conto di Lugano denaro in contanti (si parla di due milionie  mezzo di euro) che non sarebbe stato accettato dall’istituto di credito per “carenza di idonea documentazione”. In pratica, la provenienza dei soldi non era chiara.

Fede ha comunque respinto ogni accusa, minacciando querele: “Se io avessi davvero fatto una cosa del genere sarei uno sprovveduto, uno stupido – ha dichiarato – In un momento in cui sono già indagato, e quindi sotto la lente di ingrandimento, non trovo di meglio da far che recarmi in Svizzera con una cifra considerevole di soldi. Se proprio volevo andare a depositare denaro all’estero facevo prima a recarmi a Montecarlo senza attraversare i controlli. Invece che faccio? Vado in Svizzera dove sono indagato”. Poi la conclusione del suo j’accuse e l’ipotesi di una manovra interna ai suoi danni: “Qualcuno ha agito contro di me – ha spiegato il giornalista – si torna alla carica per mettermi in difficoltà e convincermi a lasciare la direzione del Tg4. E’ un falso che per me ha nome e cognome”. Nome e cognome che (per ora) non sono noti. L’unica certezza è che Emilio Fede dopo 19 anni non è più il direttore del telegiornale più berlusconiano d’Italia.

“Colpa di Confalonieri. Anzi no”. Oggi Fede è andato in ufficio dove per ore ha lavorato rilasciando diverse dichiarazioni ad agenzie di stampa e telegiornali. A Repubblica di oggi aveva detto: “C’è la mano di Confalonieri, è lui che l’ha architettato e portato a segno”. “Io sono il Tg4 – aveva aggiunto – Quella è la mia vita. Mi avevano offerto un settimanale, ma avevo chiesto che slittassimo di qualche mese”. Ma il passaggio sul presidente di Mediaset è stato smentito: “Mai detto, neppure pensato, che dietro il mio rapporto con il Tg4 ci sia la mano di Confalonieri. Mai detto che l’ha architettato e portato a segno lui. Ad Antonello Caporale che mi annunciava il licenziamento ho soltanto risposto non so nulla, adesso provo a sentire”. “Trovo molto triste – ha concluso – che mentre si decide una vicenda così delicata ci sia chi specula diffondendo notizie assolutamente false”.

E a Sky Tg 24 aveva continuato: “Non ho nulla da dire. Lascio la direzione anticipata, sì; lascio Mediaset, credo di no. Mi era stato chiesto di lasciare il primo luglio ma io chiedevo una proroga, mi ero intestardito più del necessario e loro si sono seccati. Allora vai via adesso hanno risposto, è una loro decisione di fronte alla mia eccessiva testardaggine. Io dico che non lascio l’azienda, ma non vengo certo a dire a voi quello che faccio, non anticipo situazioni in evoluzione arriva un ragazzo per bene come Giovanni Toti, che ha la fortuna di avere due direzioni”. Ha sentito Berlusconi? “Si, abbiamo detto ‘che bella giornata di primavera’”.

Ma per Fede il problema è che “le cose vengono deformate, nella vicenda Lugano poi l’azienda si è sentita tirata in causa. Anche Fede con la valigia… più che sapere quale sia il mio futuro aziendale mi interessa sapere chi sono i due con la valigia che sono andati in Svizzera spacciandosi per me”. Ma poi alla domanda dei conduttori di Skytg24 Fede si è innervosito. Ha replicato: “Chi sono? Volete fare i furbi” ed ha attaccato.

Più tardi ha confermato all’Ansa di essere in ufficio “ma non so ancora se andrò in onda con la prima edizione del mio tg. Sto aspettando che il capo del personale o chi per lui mi dica cosa devo fare. La mia situazione non è chiara al momento neppure a me, in realtà è già stato designato un nuovo direttore quindi io non so cosa posso o cosa devo fare oggi. I miei collaboratori sono tutti sorpresi, disperati, anzi di più – ha aggiunto il direttore – nessuno si aspettava una cosa del genere”. Poi ha deciso di non dire più nulla: “Per me è un momento molto delicato questo, per oggi preferirei non dire più nulla – ha dichiarato sempre dai suoi uffici – Cercate di capire, è un momento per lui molto difficile, molti di noi non sono riusciti neppure a vederlo, sappiamo che è in uno di questi uffici ma neppure quale”.

Toti: “Da stasera firmo”. Ringrazia Fede ed è pronto a insediarsi il nuovo direttore Toti. “Ovviamente sono onorato che l’editore mi abbia rinnovato la sua fiducia affidandomi questo incarico importante – spiega – Aldilà del convulso epilogo di queste ore, resta per chiunque faccia il giornalista, un onore raccogliere l’eredità di un grande della televisione com’è Emilio Fede. Ringrazio l’editore, la redazione e il cdr che non un comunicato mi danno il benvenuto: sono tutti colleghi che conosco da anni, essendo cresciuto qua dentro, e con cui sono certo lavoreremo molto bene per rilanciare e rinnovare, come mi chiede l’editore, uno dei marchi storici di Mediaset, fondamentale per la nostra informazione. Già da stasera firmerò la mia prima edizione”. Ma nessun editoriale, pare. “Ci sarà – sottolinea – quando avremo qualcosa di nuovo da dire e da presentare al pubblico”.  “Dopo di che nelle prossime ore e settimane avremo modo e tempo, con il contributo di tutti, di cominciare l’opera di rinnovamento e rilancio di una testata – continua Toti – che è stata per anni, grazie alla direzione di Fede, è oggi, e deve continuare ad essere per molti anni in futuro, centrale nel panorama dell’informazione televisiva italiana”.